L’allerta meteo a Cagliari e a Quartu: così vicini, così distanti

Foto di Francesco Lampis

A Cagliari, l’allerta meteo non è solo un bollettino, è una dichiarazione d’intenti. Cagliari è la capitale amministrativa della Sardegna, il suo cuore pulsante (o almeno così si vede), e quindi ogni decisione deve portare il peso di un’importanza superiore. Qui non si tratta di chiudere scuole o uffici per una pioggia qualsiasi: si tratta di gestire il rischio, di dimostrare che la macchina amministrativa esiste, funziona ed è in grado di prevedere, comunicare e – si spera – prevenire.

Non importa se fuori il temporale sia più una noia che una minaccia reale; l’allerta diventa una specie di mantra collettivo che giustifica il blocco totale di una città che, nei fatti, è già lenta di suo. Le strade si svuotano, i cittadini si ritirano nelle case, e l’allerta si trasforma in un evento rituale, dove la vera emergenza non è la pioggia, ma il bisogno di dimostrare che tutto è sotto controllo.

Lo spettacolo è al confine

Ma quando piove, Quartu si tradisce. Perché mentre a Cagliari l’allerta è un dispositivo simbolico che ferma tutto, qui la risposta è più banale: piove, pazienza, continuiamo. E così, tra tombini che vomitano acqua e strade impregnate del caratteristico odore di bassa, Quartu resta aperta, come se la normalità fosse un atto di resistenza contro l’inevitabile. Il vero spettacolo, però, è il confine invisibile tra le due città. Da un lato, genitori cagliaritani che traghettano i figli a scuola a Quartu- si esistono anche loro-, imprecando contro la pioggia e le decisioni del Comune; dall’altro, quartesi che attraversano Cagliari per lavoro, chiedendosi perché tutti siano barricati in casa.

Due mondi separati da quattro chilometri e un abisso di percezioni: Cagliari si immagina sempre al centro del mondo, Quartu si arrangia ai margini, con quel misto di ambizione e rassegnazione che è il suo tratto distintivo. E intanto piove. Su Cagliari, dove tutto si ferma per paura del peggio, e su Quartu, dove il peggio arriva comunque ma nessuno si prende la briga di fermarlo.

di Omar Congiu
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