
“Il vino è la più sana e igienica delle bevande”. Questa frase, attribuita a Louis Pasteur, probabilmente avrà ispirato la Farmacia Rizzo che a Cagliari ha deciso di offrire dei cocktail ai clienti. Non è la prima volta, l’organizzazione di serate letterarie e aperitivi sta diventando una sana abitudine della farmacia di via Abruzzi.
Con la giusta attenzione alle dosi, chi entra alla ricerca di una cura o di un disinfettante viene servito con un “farmaco” anche per l’anima. Chissà che qualcuno domani non si presenti anche con la prescrizione ma solo una volta al dì. E magari non servirà nemmeno il promemoria sullo smartphone: basterà ricordarsi l’orario dell’aperitivo. Il confine tra banco dei medicinali e bancone da cocktail si fa sottile, quasi filosofico. Qui lo sciroppo convive con il bitter, il misurino con il jigger, e la parola d’ordine resta sempre la stessa: moderazione. Niente superalcolici da sballo, sia chiaro.
I cocktail sono leggeri, studiati con la stessa cura con cui si dosano vitamine e integratori, pensati per accompagnare una chiacchiera, alleggerire la giornata e, perché no, migliorare l’umore. Perché se è vero che non tutto si risolve con una compressa, è altrettanto vero che un buon drink può aiutare a prendere la vita con più filosofia. Così, mentre si aspetta il resto di un farmaco o il consiglio del farmacista, ci si ritrova a sorseggiare qualcosa di fresco, scoprendo che anche la prevenzione passa dal benessere mentale. E che l’aperitivo, in fondo, è una forma di autosomministrazione controllata della leggerezza. Del resto, in tempi in cui tutto corre veloce, prendersi cinque minuti – magari con un cocktail low-alcol tra le mani – può essere la terapia più efficace. Senza controindicazioni, se non quella di tornare. Anche senza ricetta.