L’ex presidente della Regione Angelo Rojch: “Todde avrebbe dovuto affidarsi a uno staff più qualificato”

Angelo Rojch

Angelo Rojch è una figura leggendaria della politica sarda: compirà 90 anni a fine marzo, è stato un esponente di assoluto livello della Dc per almeno un trentennio e ha ricoperto la figura di presidente della Regione dal 1982 al 1984. Ha fatto il consigliere regionale per 18 anni e il deputato per 7. Dall’alto di una carriera politica lunga e prestigiosa, può esprimere un parere molto autorevole sulla vicenda che vede coinvolta Alessandra Todde.

Presidente, anche ai tempi della Dc sarebbe potuto accadere quello a cui stiamo assistendo in questi giorni?

“Certo che no, in Democrazia Cristiana si studiava, c’era una grande cultura politica. Si rende conto? Non è stato nominato il mandatario, assurdo. Perfino i candidati alle comunali sanno certe regolette”.

Chi ha sbagliato?

“Lo staff che si è occupato della campagna elettorale della presidente ha commesso degli errori, mi sembra evidente. Quando ti candidi, devi circondarti di persone qualificate, non di portatori di voti”.

Quindi la Todde è vittima di banali sviste da parte di chi gli ha curato la campagna elettorale?

Secondo me sì. Una candidata presidente non può avere il tempo di occuparsi di tutto: non posso darle grandi colpe.

Intanto la Regione va avanti. Come giudica l’operato della giunta?

Diciamo che mi sento un po’ critico verso tutte le amministrazioni degli ultimi 25 anni. La Dc concentrava risorse economiche e umane in pochi, grandi progetti in grado di creare lavoro. Tutto il resto lo lasciavamo perdere. Non ci facevamo tirare la giacchetta da chiunque. Secondo me quel sistema funzionava bene.

E ora?

Adesso la politica è molto diversa, forse un po’ dispersiva. Nel senso che si fanno molte piccole cose e alcune funzionano benino ma tante altre meno. Mi sembra un modo di amministrare il territorio meno efficace rispetto a quello del secolo scorso. Soprattutto, non si risolve il problema del lavoro che anzi continua a peggiorare. Quello è il grande male della Sardegna, e va risolto subito.

prova
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