L'INTERVISTA. Cinque volte regina italiana dei 200, la velocista quartese Dalia Kaddari: "Fantastica soddisfazione"

5 volte campionessa italiana: la soddisfazione di Dalia Kaddari poco la vittoria ottenuta il 3 agosto a Caorle

“Ci tenevo. Molto”. Dalia Kaddari è tornata sul trono che le appartiene. La velocista di Quartu Sant’Elena, specialista dei 200 metri e già pluricampionessa italiana, dopo l’infortunio che l’aveva fermata nel 2024 si è ripresa con autorità il titolo nazionale agli Assoluti. Un successo che sa di rivincita personale e di conferma: in Italia, sui 200, la dominatrice resta lei.

E adesso lo sguardo corre oltre confine. L’estate di Kaddari punta dritta ai Mondiali di Tokyo, dove la convocazione per i 200 sembra quasi una formalità e l’attende il confronto diretto con le migliori sprinter del pianeta. Accanto all’individuale, la sfida della staffetta: un quartetto azzurro sempre più affiatato che lavora con metodo e sogna di sorprendere. Intanto, fuori dalla pista, Kaddari costruisce anche un altro percorso, tra spot televisivi e prime incursioni nel mondo dei media: un futuro che potrebbe parlare di velocità e di comunicazione.

Sei tornata a vincere il titolo italiano dopo lo stop del 2024. Che sensazioni hai provato?

In realtà ci tenevo tantissimo. L’anno scorso non ho potuto difendere il titolo per via di un infortunio, e non è la stessa cosa che perderlo in pista: non avevo proprio avuto modo di giocarmela. Quest’anno volevo riprendermi quello che sento mio, i 200 in Italia. La gara non era semplice, con umidità e vento, quindi l’ho corsa più di testa che di gambe. Ma alla fine ce l’ho fatta ed è stata una bella soddisfazione.

Per te i campionati italiani assoluti hanno un valore particolare. Perché?

Perché per me sono un appuntamento irrinunciabile. Non tutti ci tengono allo stesso modo, ma io credo che i Campionati Italiani vadano onorati al meglio. Averli vinti già più volte mi dà ancora più motivazioni a difenderli e a viverli come un passaggio fondamentale della stagione.

Guardando avanti: quali sono i prossimi obiettivi internazionali?

Ora aspettiamo le convocazioni ufficiali per i Mondiali di Tokyo a settembre. Intanto a fine mese ci sarà un raduno con la staffetta a Roma, dal 24 al 30, ed è già un appuntamento certo. Lì lavoreremo molto insieme, perché siamo una squadra forte, con atlete di esperienza e nuove leve interessanti.

A proposito di staffetta: quanto è importante l’affiatamento nei cambi?

È fondamentale. In passato anche squadre fortissime hanno perso tutto per un cambio sbagliato. Noi facciamo diversi raduni all’anno, più di altre nazioni, e questo ci permette di trovare più affinità tra noi. Io corro di solito la seconda o la terza frazione, e proviamo con precisione i riferimenti: ogni passo è calcolato. Cambiare compagna può essere complicato, ma un professionista deve sapersi adattare.

Ai Mondiali di Tokyo potresti correre i 200 metri contro le più forti al mondo. Avrai l’intera Sardegna pronta a tifare per te. Con che ambizioni ti prepari a quell’appuntamento?

Sicuramente il mio obiettivo è correre e riconfermarmi sui miei personali, e poter fare sempre meglio. Quello è il mio obiettivo, poi tutto viene di conseguenza: più corri forte, più l’obiettivo è maggiore. Io mi sento bene: sono serena e pronta.

E dal punto di vista individuale, come ti senti fisicamente e quali obiettivi ti dai?

Mi sento bene. A fine giugno ho corso molto vicino al mio personale in Coppa Europa, a soli quattro centesimi, e questo significa che stiamo lavorando nella direzione giusta. L’obiettivo è sempre migliorarsi, confermarsi sui propri tempi e, correndo forte, puntare naturalmente a traguardi più ambiziosi.

Ti abbiamo vista anche in spot e collaborazioni televisive. Come concili sport e media?

È questione di organizzazione. L’atletica resta la mia priorità assoluta, però ho anche questa passione e cerco di coltivarla senza togliere nulla agli allenamenti. Per me sono esperienze preziose, un bagaglio che magari un domani potrebbe aprire strade nel mondo della TV o del giornalismo.

In Italia chi vedi come tua rivale principale? E tra le nuove generazioni chi può raccogliere la tua eredità?

Vittoria Fontana. Ha corso forte di recente e per me rappresenta lo stimolo migliore per spingere sempre più in avanti i miei limiti. Per quanto riguarda le nuove atlete, penso a Laura Frattaroli, una ragazza giovane e di grande talento che si allena nello stesso gruppo con cui lavoro anch’io a Cagliari. Ha le qualità per diventare una professionista e costruire una carriera importante, e il fatto che mi prenda come riferimento mi riempie di orgoglio.

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