
Partire o rimanere? Questa è la domanda che ormai tanti giovani sardi si pongono: da un lato il terrore di rimanere nella propria terra e non riuscire a realizzare mai i propri sogni, la paura di fallire e accontentarsi di una vita che non soddisfa aspettative; dall’altro lato il timore di lasciare la propria casa, i propri cari e le proprie abitudini per inseguire un futuro ancora incerto.
Nonostante queste difficoltà, ci sono persone che hanno scelto di restare, e con tanta determinazione si sono creati da soli il loro spazio personale dando una possibilità alla propria terra. Un esempio concreto è “Idèntity”, un progetto che il cagliaritano Gabriele Aru porta avanti ormai dal 2019 mettendo la sua creatività e passione al servizio di un’attività originale e innovativa, essendo capace di farsi notare sia in Sardegna che oltre i confini dell’isola.
Gabriele Aru, cosa l’ha spinta a dare vita ad Idèntity?
Idèntity è nato quasi per caso, come un gioco tra amici. Tutto è cominciato con l’idea di realizzare delle felpe personalizzate con i nomi stampati sul retro. in breve tempo, l’idea ha iniziato a girare tra i conoscenti e la richiesta è cresciuta. Nel giro di due settimane, il progetto ha preso forma.
Qual è stato il suo percorso iniziale?
Le prime vendite avvenivano su Instagram e le consegne erano fatte a mano, tutto in modo molto spontaneo e leggero. All’epoca stavo seguendo un percorso completamente diverso: studiavo medicina. Poi è arrivato il periodo del covid, che ha stravolto un po’ tutto ma mi ha anche dato il tempo e lo spazio per dedicarmi di più a Idèntity. È stato proprio in quel momento che il progetto ha iniziato a prendere davvero forma, diventando qualcosa di più concreto. Da lì è cominciato tutto.
Secondo la sua esperienza, qual è la primissima azione da compiere quando si decide di avviare un brand?
Iniziare è la parte più importante. Ogni volta che nasce un nuovo progetto o prodotto, parto sempre da un piccolo test, per capire come reagisce il mercato, se c’è interesse reale. Solo dopo, se vedo che c’è potenziale, decido di svilupparlo davvero. Per me si parte sempre dal basso: si osserva, si ascolta e si migliora strada facendo.
Che consiglio darebbe a chi vuole avviare un proprio progetto?
Non serve aspettare di avere tutte le risorse a disposizione, né grandi investimenti: a volte basta un’idea e la voglia di mettersi in gioco. È con questo spirito che ho iniziato, ed è lo stesso approccio che utilizzo ancora oggi.
Quali sfide ha incontrato nel creare un progetto come Idèntity in Sardegna, e quali opportunità le ha offerto questo territorio?
Realizzare questo progetto in una realtà come quella sarda ha portato con sé sia vantaggi che sfide. La logistica è sicuramente una delle difficoltà maggiori: essendo su un’isola, le spedizioni verso il resto d’Italia richiedono più tempo e la ricerca di fornitori è più complicata. Allo stesso tempo, però, vivere e lavorare in Sardegna è un enorme vantaggio, mi permette di legare i prodotti al territorio, di creare contenuti autentici in luoghi unici. L’idea ha iniziato a prendere davvero piede proprio grazie al contesto in cui è nata. Vivere in Sardegna, dove il mare è parte della quotidianità, ha reso naturale e immediato far conoscere prodotti come le borse in juta estive personalizzate.
In che modo i colori e gli elementi visivi contribuiscono a raccontare la storia del suo brand e delle sue origini?
Fin dall’inizio, ho sempre voluto dare un significato ai prodotti che creo, anche attraverso i colori. Non ho mai scelto le tonalità a caso: il blu, il beige, l’azzurro sono colori che raccontano qualcosa. Ultimamente, l’azzurro è diventato il colore base che domina anche sui nostri canali social: è una tonalità con cui il marchio si identifica fortemente. Anche il font che utilizziamo è diventato riconoscibile: le persone riescono subito a collegarlo al brand. Se dovessi associare me stesso a un colore, sarebbe senza dubbio il blu, richiama il mare, la mia terra, la Sardegna.
Com’è stato per lei dar vita a un progetto qui in Sardegna, considerando che molti giovani scelgono di trasferirsi altrove per cercare nuove opportunità?
Inizialmente non è stato semplice. Come tante persone, anche io avevo paura di essere giudicato, mi chiedevo spesso se quello che stavo facendo sarebbe stato capito o apprezzato. Con il tempo, però, ho compreso una cosa fondamentale: i risultati non arrivano da un giorno all’altro, si costruiscono un passo alla volta. Dietro ogni traguardo ci sono impegno, lavoro, e inevitabilmente anche qualche sacrificio. Le soddisfazioni arrivano, certo, ma solo con pazienza e costanza. Il percorso è fatto di momenti belli, ma anche di errori, ostacoli e lezioni importanti. Sono proprio queste esperienze, anche quelle più difficili, a diventare parte di te: sono ciò che ti forma davvero, e che ti porti dietro per la vita.
Guardando al futuro, dove vorrebbe portare il suo brand nei prossimi anni?
L’idea è quella di continuare ad aprire store temporanei, come quello attualmente attivo ora a Cagliari e iniziare a collaborare anche con grandi magazzini all’estero. Mi piacerebbe coinvolgere sempre più realtà del mondo retail, espandere la presenza del brand e far conoscere Idèntity in contesti nuovi, mantenendo però sempre un approccio autentico e coerente con i nostri valori.
(Ludovica Leoni)