
Nuovo capitolo della telenovela sul nuovo stadio di Cagliari. Oggi la polemica si consuma sulle clausole contenute nella bozza di convenzione tra il Comune e il futuro concessionario dell’impianto. A confrontarsi, a distanza di post sui social e dichiarazioni, sono il consigliere comunale Giuseppe Farris e l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Macciotta. Farris torna all’attacco sostenendo che, contrariamente a quanto affermato dall’assessore, il Comune assumerebbe una serie di obblighi nei confronti degli enti finanziatori dell’opera. Il consigliere richiama in particolare l’articolo 42.2 della convenzione, secondo il quale Palazzo Bacaredda accetterebbe “irrevocabilmente e incondizionatamente” la cessione in garanzia a favore delle banche dei crediti vantati dal concessionario nei confronti del Comune, compresi gli eventuali indennizzi dovuti in caso di cessazione anticipata della concessione. Secondo Farris, la stessa disposizione obbligherebbe inoltre l’amministrazione comunale a effettuare i pagamenti direttamente ai finanziatori o sui conti da essi indicati, vincolando anche eventuali crediti futuri. Il consigliere cita poi l’articolo 42.5, che prevede la possibilità di sottoscrivere un Direct Agreement con gli istituti finanziatori. A suo giudizio, questo accordo attribuirebbe alle banche diritti di informazione preventiva, poteri di intervento (step-in) e limitazioni alla possibilità per il Comune di modificare o risolvere unilateralmente la convenzione.
Nella sua ricostruzione Farris richiama anche gli articoli 2, 9.2 e 26, che consentirebbero di riequilibrare il Piano economico-finanziario in caso di incremento dei costi di costruzione, dei materiali, dell’energia o della gestione. Se il riequilibrio non dovesse essere raggiunto, sostiene il consigliere, il Comune potrebbe trovarsi nella condizione di scegliere tra l’accettazione delle nuove condizioni economiche o il recesso dalla convenzione con il pagamento degli indennizzi previsti. Un ulteriore elemento riguarda le bonifiche ambientali. Farris evidenzia che gli articoli 3.1(b), 38.1 e 38.5 porrebbero integralmente a carico del Comune i costi delle eventuali bonifiche, comprese quelle relative all’amianto, senza prevedere un limite massimo di spesa. “Queste non sono opinioni ma clausole contenute nei documenti della convenzione”, afferma il consigliere, sostenendo che il rischio verrebbe così trasferito dal concessionario al concedente.
Nella sua replica l’assessore Macciotta accusa Farris di confondere i termini della questione. L’esponente della Giunta ribadisce che il Comune “non ha assunto né assumerà alcuna garanzia” a favore del concessionario o del sistema bancario e ricorda come l’amministrazione abbia escluso fin dall’inizio la possibilità di concedere ipoteche sull’impianto o fideiussioni ai finanziatori. Secondo Macciotta, l’articolo 42.2 richiamato dal consigliere disciplina esclusivamente la cessione dei crediti eventualmente maturati dal concessionario nei confronti del Comune e non costituisce in alcun modo una garanzia. L’assessore sottolinea inoltre che il Comune non garantisce l’esistenza o l’esigibilità di quei crediti, motivo per cui la previsione non sarebbe assimilabile a una fideiussione o ad altra forma di garanzia. L’assessore evidenzia poi un passaggio che, a suo dire, Farris avrebbe omesso di citare: l’articolo 42.6 della convenzione, secondo il quale “in nessun caso l’impegno del concedente potrà essere interpretato come un impegno alla concessione di garanzie in favore del concessionario”. Una disposizione che, per Macciotta, chiuderebbe definitivamente la questione. Infine, l’assessore ricorda che nel testo originariamente proposto dal Cagliari Calcio era presente una norma che consentiva di chiedere l’assenso del Comune all’iscrizione di ipoteche sui beni oggetto del diritto di superficie. Quella previsione, sottolinea, è stata eliminata proprio su richiesta dell’amministrazione comunale.


