Mega edifici statali in zona archeologica: la nuova Cittadella finanziaria di via Simeto costerà 60 milioni di euro

Via Simeto. Foto di Francesco Lampis

Lo Stato italiano sta spendendo circa 60 milioni di euro per costruire la nuova Cittadella Finanziaria in via Simeto, a Cagliari, all’interno di un’area archeologica. I quattro nuovi ed enormi fabbricati che dovrebbero essere costruiti entro il 2027 ospiteranno gli uffici amministrativi dell’Agenzia delle entrate. Via Simeto è incuneata tra Santa Gilla e Sant’Avendrace e la nuova Cittadella finanziaria sorge all’interno di un’area con vincolo archeologico risalente all’epoca fascista, quando vennero effettuati degli scavi che individuarono una necropoli altomedievale. In teoria, quindi, in quegli spazi non si potrebbe costruire nulla ma la situazione è un po’ più complessa: esistono già degli hangar, ormai dismessi, che sarebbero da buttare giù; inoltre, a quanto pare, per aggirare il problema i progettisti intenderebbero costruire degli edifici “modello palafitta” per impattare il meno possibile su ciò che si trova sottoterra. Ma tutto ciò non sembra piacere molto alla Soprintendenza ai beni archeologici di Cagliari che ha già fatto sapere: “Se ci sono vincoli, non si può costruire”. Quindi la Cittadella di via Simeto non si farà? L’Agenzia delle entrate sta mandando avanti le procedure burocratiche: nonostante tutto, l’ente sembra voler procedere, costi quel che costi.

L’alternativa è spendere la metà

La Nuova Italcostruzioni ha presentato un dossier molto completo dove si evidenzia un dato sconcertante. La ditta cagliaritana ha stimato che le spese di locazione e indennità di occupazione che l’Agenzia delle Entrate dovrà sostenere fino al 2027 – quando sarà completata, se tutto va bene, la nuova Cittadella in via Simeto – “superano i 25 milioni di euro. A questo importo bisogna aggiungere i 60 milioni per la costruzione dei quattro edifici in zona archeologica. Totale stimato dalla Nuova Italcostruzioni: 85 milioni di euro. La ditta ha più volte fatto sapere che sarebbe ben felice di vendere gli edifici di via Pintus per meno della metà. Morale: qualche decina di milioni di euro risparmiati; acquisto chiavi in mano e quindi nessun penoso trasloco; zero intrusioni tra le tombe medievali. Ma tutto ciò non basta, lo Stato italiano ha scelto la necropoli di via Simeto.
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