
Il 2 dicembre la Corte costituzionale entrerà nel merito di una vicenda che ha acceso il dibattito sulla riforma sanitaria della Sardegna e sui rapporti tra Stato e Regioni. In quella data, infatti, la Consulta terrà l’udienza pubblica per esaminare il ricorso presentato dal Governo contro due articoli della legge regionale n. 8 dell’11 marzo 2025, una delle norme con cui la Giunta Todde aveva avviato la riorganizzazione delle aziende sanitarie sarde.
Al centro della questione ci sono soprattutto le regole per la nomina e la sostituzione dei vertici amministrativi e sanitari delle ASL, oltre al commissariamento straordinario deciso dalla Regione per ridisegnare le direzioni generali. La Presidenza del Consiglio, impugnando quelle norme, sostiene che la Sardegna avrebbe ecceduto nelle sue competenze, andando a toccare profili che la Costituzione riserva allo Stato: il buon andamento della pubblica amministrazione, la tutela della continuità dei servizi e perfino aspetti che riguardano l’ordinamento civile e il rapporto di lavoro dei dirigenti.
La legge regionale, nel dettaglio, permette ai nuovi vertici di confermare o sostituire — entro un termine definito — direttore sanitario, direttore amministrativo e direttore dei servizi socio-sanitari. Una scelta che, secondo il Governo, rischia di trasformare incarichi tecnici in posizioni troppo esposte alla variabilità politica. Ancora più delicata la questione dell’articolo 14, che ha disposto la decadenza automatica dei direttori generali e l’avvio di una fase commissariale di tutte le aziende sanitarie dell’isola. Per Roma si tratta di misure sproporzionate, che comprometterebbero la stabilità della macchina amministrativa e la continuità dei servizi essenziali.
In attesa della decisione, restano sul tavolo le domande che accompagnano ogni grande riforma: come garantire un servizio efficiente senza sacrificare la continuità? E fino a che punto la politica può intervenire nella gestione tecnica senza rischiare di condizionarla? Il 2 dicembre, almeno, si accenderà un faro su questi interrogativi.