Ogliastra, il segretario provinciale Pd Ivan Puddu: “Fiscalità agevolata indispensabile per combattere lo spopolamento"

Ivan Puddu

Lo spopolamento che svuota i paesi, la fuga dei giovani, i servizi essenziali che mancano e rendono l’Ogliastra sempre più fragile. Ivan Puddu, segretario provinciale del Partito democratico, analizza senza giri di parole la condizione del territorio e indica le priorità per invertire la rotta: sanità, scuola, infrastrutture, fiscalità agevolata. Ma anche la valorizzazione delle risorse naturali e delle infrastrutture, dal porto di Arbatax all’aeroporto di Tortolì, passando per il futuro ruolo di Lanusei. Una fotografia dura e al tempo stesso propositiva, che apre un confronto su quale Ogliastra immaginare nei prossimi anni.

Lo spopolamento è ormai la cifra dell’Ogliastra. Perché lo considera il problema madre?

Ogni anno in Ogliastra perdiamo circa 600 abitanti. È un dato costante, che scava silenziosamente le fondamenta delle nostre comunità. Non parliamo solo di numeri, ma di giovani che partono, di famiglie che si riducono, di paesi che rischiano di spegnersi. Questo è il problema madre: senza persone, qualsiasi progetto perde significato.

Quali sono i servizi essenziali senza i quali non si può pensare di fermare questa fuga?

Nessuno resterà mai a vivere in Ogliastra, e nessuno sceglierà di venire a stabilirsi qui, se mancano i servizi di base. Parliamo di scuole, sanità, viabilità, trasporti, connessione internet. Non è sufficiente dire “venite a vivere qui”: se non c’è un ospedale funzionante o un istituto superiore, se non ci sono strade sicure o bancomat, le persone continueranno ad andarsene.

Cosa può fare la leva fiscale per l’Ogliastra?

Un’impresa che nasce a Jerzu o a Ussassai non può avere le stesse condizioni fiscali di un’azienda di Milano. Senza una fiscalità agevolata, senza una zona economica speciale estesa all’interno, aprire un’attività in Ogliastra significa mettere in conto che chiuderà presto. Non è una rivendicazione campanilistica: è una questione di equità e sopravvivenza economica.

Si parla spesso di Ogliastra come terra ideale per chi lavora da remoto. È davvero così?

Molti immaginano l’Ogliastra come luogo ideale per attrarre smart worker da tutta Italia o dall’estero. Potrebbe davvero esserlo, ma è un’illusione se mancano i servizi minimi: un medico di base, una connessione stabile, infrastrutture per la vita quotidiana. Senza questi elementi, lo smart working rimane una cartolina, non un’opportunità reale.

Il turismo può essere una risposta?

Ci sono interi centri storici vuoti, con case abbandonate che potrebbero tornare a vivere. L’albergo diffuso, i programmi di recupero, sono occasioni concrete per riportare vita nei paesi. Il turismo non deve essere solo costa: può diventare respiro per l’interno, se si decide di investire davvero sul recupero delle nostre comunità.

La nuova provincia sarà a elezione di secondo livello. Che ruolo deve avere?

Non deve essere un terreno di scontro tra partiti, ma uno strumento di sintesi. Oggi stiamo lavorando a elezioni di secondo livello: non saranno i cittadini a votare, ma sindaci e consiglieri comunali, come previsto dal sistema attuale. Per questo la nostra proposta è un Parlamento dei sindaci, una lista unitaria che tenga insieme i territori. L’obiettivo deve essere governare con efficacia, non replicare contrapposizioni politiche. Altrimenti la nuova provincia rischia di nascere come una scatola vuota.

E il Pd come si sta muovendo sul territorio?

Abbiamo scelto un Pd itinerante. Non più riunioni chiuse nelle sedi, ma assemblee in ogni paese, anche nei più lontani come Seui o Ussassai. L’unico modo per recuperare credibilità è ascoltare le persone una per una, portare la politica nei luoghi dove la gente vive e non aspettare che vengano loro da noi.

Che ruolo può avere la forestazione nell’economia ogliastrina?

Abbiamo boschi immensi, ma li lasciamo incolti. Importiamo legna dalla Toscana mentre le nostre foreste restano una risorsa sprecata. La forestazione può diventare lavoro, può generare sviluppo, può essere anche tutela ambientale. Ma serve una politica seria che trasformi i boschi in opportunità e non in abbandono.

Quali prospettive per Arbatax e Lanusei?

Il porto di Arbatax ha un potenziale enorme: oggi costruiamo solo scafi grezzi e gli allestimenti vengono completati altrove. Qui possiamo sviluppare un vero polo nautico, capace di generare economia e lavoro. E Lanusei deve tornare a essere un centro servizi, con ospedale e istituzioni in grado di garantire a tutto il territorio quei presidi di cui ha bisogno.

E l’aeroporto di Tortolì?

Non può più essere pensato come scalo di linea, ma ha un ruolo strategico che nessun altro può svolgere: diventare hub della Protezione civile. Sarebbe una base per aerei ed elicotteri antincendio e per le emergenze, una struttura a servizio non solo dell’Ogliastra, ma di tutta la Sardegna.

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