
Ieri i giocatori dell’Olbia Calcio hanno deciso di fermarsi. Un gesto improvviso ma atteso, frutto di un malessere che da settimane attraversa lo spogliatoio. Ritardi nei rimborsi, assenza di interlocutori societari, promesse rimaste sospese: così è maturata la scelta di non allenarsi.
La decisione è diventata ufficiale in tarda mattinata — allenamento saltato, sciopero annunciato, nessuna dichiarazione pubblica.
La notizia si è diffusa rapidamente in città e sui social, dove in poche ore si è trasformata in un’ondata di reazioni, accuse e amarezza. Nel pomeriggio, dopo contatti informali con la dirigenza, i giocatori hanno accettato di tornare in campo. Lo sciopero è così rientrato in serata, ma ha lasciato un segno profondo in un ambiente ormai sfilacciato.
Oggi, martedì 7 ottobre, la squadra si è presentata regolarmente al campo del “Nespoli”, in un clima solo apparentemente normale. Nessun comunicato ufficiale, nessuna conferenza stampa. Il malessere, spiegano fonti interne, non è legato a un singolo episodio ma a una gestione percepita come opaca e distante, che da mesi alimenta sfiducia.


