Olbia, gestione rifiuti nel caos e tariffe alle stelle. Spano (Pd): “La giunta sbaglia e i cittadini pagano”

Pietro Spano, segretario comunale Pd di Olbia

«La giunta Nizzi usa le tasche dei cittadini olbiesi per rimediare agli errori politici e amministrativi che continuano a commettere». Pietro Spano, segretario cittadino del Partito Democratico, non fa sconti. Il riferimento è all’aumento della Tari approvato dal Comune: 20 per cento in più per le famiglie, 17 per cento per le attività. «Pagheremo di più già nel 2025 per un servizio che non abbiamo ancora avuto. I nuovi servizi migliorativi – si spera – per la raccolta dei rifiuti urbani entreranno in funzione tra qualche mese, se tutto va bene. Ma il Comune ha deciso di alzare le tariffe in modo che siano valide per tutto il 2025. Si tratta di un provvedimento punitivo nei confronti dei cittadini”.

L’appalto per la gestione dei rifiuti, aggiudicato nel 2023 dalla De Vizia, viene definito «fallimentare». Il costo passerà da 18 a 24 milioni di euro. «Il sindaco stesso ha definito il servizio penoso, e oggi ci chiede di pagare di più per sistemare gli errori che ha commesso», attacca Spano.

Al centro della contestazione anche la gestione delle isole ecologiche: eliminate per ordinanza sindacale nel 2024 e ora parzialmente ripristinate. «Il Pd lo aveva detto da subito: erano indispensabili. La città conta più di 3 mila case vacanza, i flussi turistici sono continui, servono punti di raccolta accessibili e presidiati. Il Comune invece ha tagliato tutto e ora fa marcia indietro, ma le nuove isole previste sono troppo poche per reggere l’urto estivo».

Spano punta anche il dito contro l’uso distorto dell’imposta di soggiorno. «Nel 2024 il Comune ha incassato oltre 3 milioni di euro. Avrebbe potuto usarli per alleggerire la Tari dei residenti, la legge lo consente. Invece li ha destinati quasi interamente a eventi e manifestazioni. È una tassa legata al turismo e dovrebbe servire a compensare i disagi che il turismo comporta: rifiuti, traffico, carico urbanistico. Ma Olbia la usa come un bancomat da cui attingere visibilità».

Tra i casi più gravi, la situazione di Olbia Mare. «La raccolta porta a porta è sparita, ma i residenti continuano a pagare come tutti gli altri. Anzi, pagheranno di più. L’ecocentro della zona è congestionato, arrivano da tutta la città, il sistema non regge».

I consiglieri del Pd – Ivana Russu, Gianluca Corda, Maddalena Corda, Antonio Loriga, Rino Piccinnu e Mariangela Marchio – hanno chiesto più volte il mantenimento delle isole ecologiche e proposto un sistema di raccolta dedicato alle case vacanza. «Il proprietario dovrebbe poter aderire a un servizio con ritiro giornaliero, come accade per le utenze non domestiche. Chi fa turismo deve assumersi parte del costo ambientale».

Per Spano, la dinamica è sempre la stessa: ogni volta che l’amministrazione si trova in difficoltà, la risposta è alzare le tasse. «È una costante: aumentano il canone patrimoniale, aumentano la Tari, aumentano il costo del suolo pubblico. È così che coprono i propri errori. Nessuna pianificazione, nessun intervento strutturale, solo ordinanze e rincari. E intanto la città continua a perdere servizi e qualità della vita. Ma il conto lo pagano sempre gli stessi: i cittadini.»

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