OSS, Mallus dopo la revoca dell’assessore Bartolazzi: “Non eravamo una priorità”

Pronti a tornare sotto il Consiglio regionale
Il presidio degli OSS sotto il consiglio regionale

La revoca dell’incarico dell’assessore Bartolazzi arriva come un sospiro di sollievo per gli OSS che da mesi protestano chiedendo la stabilizzazione. “Finalmente”, commenta Desiderio Mallus, portavoce del gruppo che per settimane ha presidiato giorno e notte il Consiglio regionale, dormendo in tenda per portare avanti una vertenza che dura, dice, “dai tempi dell’assessore Doria.” Mallus ricorda gli incontri, le promesse, le attese senza risposte. “Bartolazzi ci ha detto chiaramente che non eravamo una priorità – racconta – paragonando la nostra situazione a un ristorante con venti clienti che non può assumere quaranta camerieri. Ma la soluzione c’era già da un anno e mezzo.” Secondo il rappresentante degli OSS, anche la presidente Todde in passato avrebbe riconosciuto la fondatezza delle loro richieste e invitato a trovare un percorso amministrativo sostenibile, ma “da tre mesi tutto è fermo.” Sono 28 gli operatori socio-sanitari ancora in attesa di stabilizzazione, mentre – denuncia Mallus – continuano le assunzioni attingendo dalle graduatorie concorsuali. “Siamo gli unici rimasti fuori. Abbiamo spiegato tutto all’assessore appena arrivato, ha cenato con noi sotto l’assessorato, ci aveva promesso impegno ma i risultati non sono arrivati. Più volte ci siamo confrontati e scontrati, e abbiamo tutta la documentazione dimostra che abbiamo ragione.” Il gruppo rivendica di aver messo sul tavolo una soluzione condivisa con avvocati e sindacati, ma ancora senza esito.

Nuova mobilitazione

“Se il Consiglio non avesse prorogato le graduatorie fino al 31 dicembre, per noi sarebbe stata la fine”, sottolinea il portavoce. “Siamo stati sacrificati, insieme ai cittadini che attendono le nostre prestazioni. Speriamo ora che la presidente trovi una soluzione, ma al momento non ci risponde nessuno.” La mobilitazione, giurano, non si fermerà. “Siamo pronti a tornare ad accamparci prima di Natale. Abbiamo tolto le tende solo perché ci era stato detto che l’accordo sarebbe stato rispettato. Se il percorso si blocca ancora, noi torneremo lì”. La vertenza resta aperta, con la richiesta degli OSS che torna al centro del confronto politico: stabilizzare chi è in servizio, prima di procedere a nuove assunzioni.

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