
Un passo deciso verso la parità di genere in politica arriva dalla Sardegna, dove il Partito Democratico ha presentato una proposta di modifica alla legge elettorale regionale. L’iniziativa, frutto del confronto con l’associazione Coordinamento3 – Donne di Sardegna, mira a introdurre regole più stringenti per garantire un equilibrio reale tra donne e uomini all’interno delle istituzioni.
Il cuore della proposta riguarda la composizione delle liste elettorali. Ogni lista, anche quella con appena due candidati, dovrà rispettare un’alternanza di genere obbligatoria. Non sarà più possibile presentare liste composte esclusivamente da uomini o da donne, pena l’esclusione dalla competizione elettorale. Ma il cambiamento più incisivo riguarda i capilista: nessuno dei due generi potrà superare il 50% delle candidature in prima posizione. Si tratta di un punto cruciale, considerando che il ruolo di capolista, nelle logiche elettorali attuali, garantisce spesso maggiore visibilità e maggiori probabilità di elezione.
Secondo i promotori, questa proposta non è un’azione simbolica, ma un intervento strutturale. Non si tratta di introdurre quote da distribuire dopo il voto, ma di riscrivere le regole prima ancora che la campagna elettorale cominci, impedendo ai partiti di aggirare la questione con liste fittizie o squilibrate.
La Sardegna, nonostante alcuni progressi normativi, continua a mostrare un forte divario nella rappresentanza di genere. Le donne, pur essendo almeno la metà della popolazione, restano una minoranza sistemica nei luoghi decisionali regionali. Da qui l’urgenza di una riforma che ponga rimedio a una distorsione non solo sociale, ma democratica.
Il percorso legislativo non sarà breve. Trattandosi di una legge statutaria, la proposta dovrà essere approvata con una doppia lettura da parte del Consiglio regionale, a distanza di almeno sessanta giorni l’una dall’altra. In caso di mancata approvazione con maggioranza qualificata, potrebbe essere sottoposta a referendum popolare.
Il Partito Democratico e Coordinamento3 si dicono determinati a portare avanti questa battaglia fino in fondo. La parità, sostengono, non può più essere trattata come una concessione, ma deve diventare la norma. Se approvata, la legge renderebbe la Sardegna una delle regioni italiane più avanzate in termini di rappresentanza femminile. Un esempio, forse, per l’intero Paese.


