Parole e geni raccontano la storia delle migrazioni: nello studio anche l’Università di Cagliari

La genetista di UniCa Chiara Barbieri

Per la prima volta, uno studio mondiale guidato dall’Università di Zurigo, con la partecipazione dell’Università di Cagliari, mostra che quando i popoli si mescolano le lingue cambiano: si prendono in prestito parole e modi di parlare.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Science Advances, ha confrontato dati genetici di 4.700 individui appartenenti a 558 popolazioni con informazioni linguistiche su migliaia di idiomi. L’obiettivo era verificare se le tracce degli incontri umani fossero visibili anche nelle lingue.

A volte, si sceglie la distanza linguistica

Non tutti i tratti linguistici si trasferiscono con la stessa facilità. Alcuni, come l’ordine delle parole o certi suoni, si prestano allo scambio. Altri molto meno. E in certi contesti, osservano i ricercatori, la scelta è opposta: le comunità modificano la lingua per marcare una distanza identitaria.

Prima autrice dello studio è la linguista Anna Graff, che sottolinea come il contatto possa portare tanto a convergenza quanto a divergenza, riflettendo dinamiche sociali e storiche. Il consorzio internazionale ha annunciato che i dataset raccolti – genetici e linguistici – saranno messi a disposizione della comunità scientifica per ulteriori ricerche comparative.
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