REPORTAGE. Metro non fa ancora rima con Settimo San Pietro

Riaperti i collegamenti ma dagli studenti piovono critiche

Piace a tutti ma ancora non va al massimo: è il giudizio medio sulla metro leggera, riaperta dopo 3 anni di lavori e capace di collegare Cagliari a Settimo San Pietro, con fermate intermedie a Piazza Repubblica, Pirri e Monserrato. Eva Zucca, 22 anni, studentessa del Dipartimento di Lingue dell’Università di Cagliari e collaboratrice di un’agenzia di comunicazione social, dice: “Sono molto contenta del servizio, un vero passo avanti per la viabilità cittadina. Non utilizzo la metro tutti i giorni ma ho notato un netto miglioramento nei tempi di percorrenza rispetto ai collegamenti urbani tradizionali”.

Arianna Pitzalis: aspetto la tratta di via Roma

Entusiasta anche Elena Falco, 22 anni, studentessa di Medicina e Chirurgia: “Uso la metro tutti i giorni per raggiungere il Policlinico di Monserrato. È diventata indispensabile per conciliare università e tirocini, e mi
permette di lasciare l’auto a casa: la frequenza delle corse è impeccabile”.
Sulla stessa linea Eleonora Esposito, 22 anni, studentessa di Scienze naturali, che racconta: “La prendo per raggiungere il centro e poi l’università, risparmiando tempo e stress”. Nella medesima linea Anna Farris e Arianna Pitzalis, usano la metro per collegarsi con l’hinterland Cagliaritano, entrambe studentesse universitarie del polo umanistico di Cagliari. Arianna Pitzalis è “entusiasta del servizio, anche se è ancora limitato in quanto il mezzo non raggiunge ancora via Roma con il porto. Ma sono molto contenta per la silenziosità del mezzo e per la pulizia”.

Andrea Putzu: per Settimo poche corse

Più critico, invece, Andrea Putzu, 22 anni, di Settimo San Pietro: “I collegamenti con Settimo sono troppo diradati. Servirebbe un potenziamento, altrimenti gli studenti e i lavoratori continueranno a preferire l’auto privata”.
Infine, Roberta Orrù, assistente amministrativo di Monserrato, sottolinea l’importanza del servizio “non solo per gli studenti ma anche per i lavoratori, perché consente di raggiungere il centro e l’ospedale universitario
in tempi rapidissimi”.

(Articolo di Marco Demontis)

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