
Fabrizio Rodin, 49 anni, da quasi otto mesi alla guida del Ctm spiega il presente e il futuro dell’azienda. La nuova linea a Sestu, la sostenibilità, un servizio aperto a tutti. Di questo e altro parliamo nel botta e risposta con il nuovo numero uno del consorzio.
Ho trovato un’azienda sana, percepita come all’avanguardia. Ce lo confermano i dati e lo si capisce entrando negli uffici. Parliamo di 850 dipendenti, 330 mezzi e un fatturato importante. Nonostante le dimensioni, si percepisce la cura che le persone dedicano al loro lavoro: il Ctm è fatto dai suoi dipendenti. Dietro la puntualità – che c’è – ogni giorno c’è la volontà di offrire un servizio che l’utente riconosce: autobus puliti, caldi d’inverno e freschi d’estate. Ognuno fa la propria parte.»
«Chi cerca una risposta semplice sbaglia. A un problema complesso serve una soluzione complessa. L’autobus è una parte della soluzione, non l’unica. Servono più risposte. La prima, da cittadino, è usare di più il mezzo pubblico. Ma senza contrapposizioni ideologiche con l’auto privata: per ogni spostamento dovremmo chiederci cosa conviene davvero. Dobbiamo superare l’automatismo di prendere l’auto anche per 500 metri.»
«Lo viviamo quotidianamente ed è una fonte di preoccupazione, perché abbiamo mezzi da 12 e da 18 metri: muoversi in una città con tanti cantieri è una sfida. Non sta a me giudicarli: il mio compito è trovare soluzioni. Ogni volta che compare un nuovo cantiere, individuiamo il percorso meno impattante possibile.»
«È una scelta della Regione, alla quale siamo legati da un contratto di servizio. Sarà il prossimo contratto a dirci cosa occorre. Per noi non sarebbe un problema arrivare a Sestu o altrove: possiamo farlo, ma solo quando ci verrà richiesto ufficialmente.»
«Serve una riflessione complessiva. Bisogna definire bene chi fa cosa e ricondurre tutto il sistema a un’unica logica. Siamo in una fase particolare: la metro ha ripreso da poco il servizio precedente e ci vorrà tempo prima che il collegamento con piazza Matteotti sia operativo.»
«Vedo una crescente fiducia dei cittadini in un’alternativa concreta e gradevole all’auto privata. Immagino la completa transizione energetica, con tutti i mezzi elettrici e una rete ampliata senza impatti negativi sulla vita quotidiana. L’obiettivo è ridurre al minimo i disagi durante ogni modifica».
«Uno: che i cittadini percepiscano il miglioramento del servizio. E su questo stiamo investendo come mai prima. Abbiamo un fiore all’occhiello, l’Amicobus, che permette alle persone con disabilità di spostarsi con facilità, grazie alla presenza di un accompagnatore a bordo. Oggi sembra scontato, ma è un’eccellenza. Lo estenderemo a Elmas, Decimomannu e Assemini. Prima il servizio terminava alle 13 del sabato; ora funziona sette giorni su sette. Una mobilità davvero per tutti: questo è il punto che mi sta più a cuore». (as)


