Sanità, la Giunta nomina i nuovi direttori delle ASL tra tensioni politiche

Assenti gli assessori del PD e di AVS. La scelta apre un nuovo fronte
Alessandra Todde

La Giunta regionale ha nominato i nuovi direttori generali delle ASL di Cagliari e Sassari: si tratta di Aldo Atzori e Antonio Irione. Una decisione che, tuttavia, segna un ulteriore punto di frizione all’interno della maggioranza che sostiene la presidente Alessandra Todde. Alla seduta non hanno partecipato gli assessori del Partito Democratico, così come l’assessore progressista, Francesco Agus. Un’assenza che pesa politicamente e che evidenzia una spaccatura ormai non più solo tecnica o procedurale, ma apertamente politica.

Una frattura che viene da lontano

Le tensioni non nascono oggi. Già nel 2025 gli assessori del partito attualmente guidato da Silvio Lai non avevano partecipato alla votazione sui commissariamenti delle aziende sanitarie. Un precedente che oggi assume un significato ancora più rilevante. Sul piano giuridico, la vicenda resta complessa: alla dichiarata incostituzionalità dei commissariamenti si è aggiunta la pronuncia del TAR Sardegna che ne ha ribadito l’illegittimità, con inevitabili effetti anche sulle nomine successive. Un elemento che potrebbe aprire la strada a nuovi ricorsi e ulteriori contenziosi.

Situazione intricata

Il quadro complessivo appare sempre più intricato. Prima i commissariamenti, poi la loro cessazione per effetto delle sentenze; quindi la rimozione dell’assessore alla Sanità, l’interime alla presidente, l’attribuzione temporanea delle funzioni dei direttori generali al direttore sanitario e al direttore amministrativo, e ora le nuove nomine, già esposte al rischio di impugnazioni. La mancata partecipazione di PD e AVS sembra non riguardare soltanto questioni di equilibri interni, ma anche la necessità di affrontare e chiudere preventivamente la partita con i direttori generali rimossi, al centro di un contenzioso ancora aperto. Più che un semplice incidente di percorso, quello che emerge è un passaggio politico delicato per la presidente Todde, chiamata ora a ricompattare la maggioranza e a garantire stabilità a un sistema sanitario regionale già segnato da incertezze amministrative e tensioni istituzionali.

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