Sanità, l’ex assessore Bartolazzi: “Sardi geneticamente predisposti a permalosità e aggressività, la politica pensa al consenso”

La spietata analisi sulla rivista Frontiers
Armando Bartolazzi con la presidente Alessandra Todde durante il suo mandato da assessore

E’ trascorso quasi un anno dalla defenestrazione dell’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi e dall’assunzione dell’incarico ad interim da parte della presidente Alessandra Todde. Il tecnico, presentato da Luigi Di Maio come possibile ministro della Sanità in caso di vittoria alle elezioni del 2018 e diventato sottosegretario alla Salute del primo Governo guidato da Giuseppe Conte, si era fatto conoscere per la sua comunicazione senza filtri, spesso sconfinante nella gaffe. L’esordio fu con il botto quando, incalzato dalla stampa sul fatto di essere un assessore “straniero” per le sue origini romane, risposte che anche Gigi Riva non era sardo, proponendosi come il “Rombo di Tuono” della Sanità. Nessuno aveva mai osato tanto, perché l’amore per il campione dello scudetto del Cagliari è sacro. Oppure quando disse che alcune patologie non erano diverse in Sardegna rispetto ad altre Regioni, come il diabete rispetto al quale l’Isola detiene un primato a livello mondiale. L’epilogo fu all’altezza del principio: messo alla porta, aveva fatto volare gli stracci su una maggioranza che, a suo avviso, pensava solo alle poltrone. La sua riforma alla Sanità alla fine era stata impiegata come strumento per commissariare le Asl.

Oggi Bartolazzi ha fatto nuovamente fatto parlare di se per un articolo pubblicato ad agosto sulla rivista scientifica internazionale Frontiers in Public Health, ripreso da “La Nuova Sardegna”. Secondo l’ex assessore, il declino del sistema sanitario isolano non dipenderebbe dalla scarsità di risorse, ma da problemi organizzativi, interferenze politiche e caratteristiche culturali della popolazione. L’ex assessore ne fa anche un problema di genetica, associandola alla predisposizione a tratti caratteriali come permalosità, aggressività e introversione, in un passaggio destinato a suscitare polemiche. Particolarmente severo il giudizio sulla politica regionale, accusata di utilizzare la sanità per ottenere visibilità e consenso nei territori, attraverso interventi frammentati anziché riforme strutturali. Bartolazzi, che ha guidato l’assessorato nella Giunta Todde dall’aprile 2024 al dicembre 2025, descrive un sistema sanitario rimasto indietro di circa dieci anni rispetto ad altre regioni italiane, nonostante una spesa annuale di circa quattro miliardi di euro.

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