Sardara, le parole di Eleonora contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre al Teatro comunale una giornata tra storia, scuola e comunità
La locandina dell’evento

C’è stato un tempo in cui una donna scriveva le leggi, e non per concessione ma per sovranità. Accadeva in Sardegna, sul finire del Trecento, quando Eleonora d’Arborea consegnò al suo popolo la Carta de Logu: un codice che, tra pascoli e furti, si prendeva cura anche dell’onore e dell’incolumità delle donne. Noi, figli del progresso, guardiamo al Medioevo come a un’età buia; poi scopriamo che certe luci le abbiamo spente noi. Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Sardara prova a riaccenderle. “Le parole di Eleonora. Dal Castello di Monreale alla Carta del Rispetto” si apre al mattino (9.30–12) con i ragazzi delle scuole, tra archeologi, avvocate e operatrici dei centri antiviolenza. La sera (17–19.30) diventa confronto pubblico su tutela, prevenzione e reti di donne. A condurre, la giornalista Alessandra Addari; tra un intervento e l’altro, la musica del Coro di Oristano e de Le Canusìe. Non è una commemorazione, che è il modo elegante di archiviare. È il tentativo di ricordare che la civiltà non sta nei proclami ma nelle norme che diventano costume, e nei costumi che diventano rispetto. Una legge, da sola, non salva nessuno; una comunità che la abita, forse sì. Eleonora non chiede monumenti. Le basterebbe essere letta. E, per un giorno, ascoltata.

(Rita Fadda)

prova
Condividi

Articoli correlati