
In Sardegna, le parole non sono semplici suoni: sono eredità, appartenenza, prospettiva. Ogni lingua porta con sé un modo unico di vedere il mondo, di nominarlo, di dargli forma. Eppure, il sardo e le altre varianti linguistiche che si parlano in Sardegna si trovano oggi in una zona d’ombra, schiacciato tra il peso della storia e l’indifferenza del presente. Parlate sempre meno, relegate ai margini della quotidianità, rischiano di dissolversi in un silenzio che non fa rumore, ma che segna la perdita irreversibile di un’intera visione della realtà.
Limbas, il progetto della Fondazione Maria Carta, nasce per contrastare questa deriva. Non è solo una campagna di sensibilizzazione, ma un’azione concreta per riportare il sardo e le altre lingue al centro della vita di chi le parla e di chi potrebbe ancora impararle. Attraverso le voci di artisti, intellettuali e bambini, Limbas non si limita a difendere una lingua: la fa risuonare, la sottrae all’inerzia, la restituisce al presente. Perché una lingua smette di esistere non quando nessuno la ricorda, ma quando nessuno la usa più per dire qualcosa che conta.

