
Dopo la diffusione pubblica del nome di Desulo in relazione all’assalto armato a un portavalori in Toscana, e alla luce degli arresti effettuati ieri, l’amministrazione comunale starebbe pensando a un’azione legale per danno d’immagine. Tra gli undici fermati — tutti di origine sarda — non figura alcun cittadino di Desulo.
Il paese del Nuorese era stato esplicitamente citato da Roberto Saviano, che aveva parlato di “una pista che porta a Desulo”, indicandolo come uno dei centri da cui proverrebbero i gruppi specializzati in assalti ai blindati. L’autore aveva associato Sassari e Desulo ai gruppi sardi, accostandoli a quelli foggiani di Cerignola e del Gargano.
La reazione era arrivata subito dal sindaco, Gian Cristian Melis, che aveva contestato l’attribuzione definendola una “condanna da social” e chiedendo di attendere gli esiti delle indagini. Oggi quegli esiti sono pubblici: i componenti della banda provengono da Ottana, Jerzu, Orotelli, Villagrande Strisaili, Girasole, Bottidda, Olzai e Irgoli. Nessun legame diretto con Desulo è emerso.


