Schirru (AS): “Sanità nel caos: tra vuoti di potere e nomine contestate”
Crescono i dubbi sulla legittimità degli atti
Ma alle criticità organizzative si aggiungono ora interrogativi ben più gravi sul piano della legittimità amministrativa. Sotto la lente finisce in particolare la nomina del Direttore Amministrativo dell’ARNAS “G. Brotzu”. Secondo quanto evidenziato da Schirru, la normativa nazionale – in particolare il decreto legislativo 171 del 2016 – stabilisce che tali incarichi debbano essere conferiti attingendo agli elenchi regionali di idonei, a seguito di avviso pubblico e procedura selettiva. Una procedura che, allo stato attuale, non risulterebbe né bandita né espletata. A complicare ulteriormente il quadro è il fatto che la stessa Regione avrebbe ammesso l’assenza dei criteri nazionali necessari per la costituzione degli elenchi regionali, richiamando norme transitorie che, secondo Alleanza Sardegna, non possono giustificare scorciatoie o interpretazioni arbitrarie. I dubbi aumentano considerando che il dirigente nominato risulterebbe in quiescenza. In base al decreto legge 95 del 2012, il conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti pensionati è consentito solo a titolo gratuito e per una durata massima di due anni. La delibera di nomina, invece, prevede un incarico triennale e non contiene alcun riferimento alla gratuità, esponendo l’amministrazione al rischio concreto di illegittimità degli atti e di futuri contenziosi.
“Che cosa sta succedendo nella sanità regionale?” si chiede Schirru. “Si pensa davvero di poter operare in una zona franca, dove le regole possono essere aggirate e le istituzioni gestite senza programmazione, responsabilità e rispetto delle norme?” Interrogativi che vanno ben oltre la polemica politica e toccano il cuore del diritto alla salute. Perché, come sottolinea Alleanza Sardegna, il prezzo di questo disordine amministrativo lo pagano i cittadini: servizi sempre più fragili, disuguaglianze crescenti e tempi di attesa incompatibili con un sistema sanitario che dovrebbe garantire equità ed efficienza. La richiesta finale è chiara: fare immediatamente chiarezza, ristabilire legalità, trasparenza e competenza nella gestione della sanità regionale, prima che l’instabilità istituzionale si trasformi in un danno irreversibile per il sistema e per i cittadini sardi.