Scontro a Cagliari dopo la manifestazione fascista, Di Nolfo (Uniti per Todde) attacca l’Ugl

Valdo Di Nolfo

“Credo che l’Ugl debba fare il sindacato e non cercare visibilità per dimostrare la propria esistenza”. Valdo Di Nolfo, consigliere regionale di Uniti per Todde, interviene dopo le polemiche seguite alle manifestazioni di sabato nel centro di Cagliari e commenta le dichiarazioni del segretario regionale dell’Ugl, che aveva messo in discussione la gestione dell’ordine pubblico e attaccato duramente il sindaco Zedda e le associazioni antifasciste.

“Quando si scrivono certe cose nero su bianco – ha detto – si dicono castronerie giuridiche. Chiunque abbia un minimo di esperienza politica, e soprattutto esperienza nei sindacati sa quanto è importante la piazza e conosce le norme che riguardano le manifestazioni. Se il responsabile dell’Ugl non sa nemmeno che in Italia non serve un’autorizzazione preventiva, ma che per norma si comunica semplicemente il tipo di manifestazione e il percorso, restiamo basiti”.

Secondo Di Nolfo, il sindacato avrebbe cercato visibilità “attaccando il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda”, anziché concentrarsi sul proprio ruolo “ossia svolgere il proprio ruolo da sindacato tutelando i lavoratori e preoccupandosi di contribuire al benessere economico dei cittadini”. Di Nolfo ha espresso solidarietà a Massimo Zedda, “infamato dalle parole di Geraldo”.

"Tanti poliziotti per pochi fascisti"

Il consigliere ha poi affrontato la questione politica. “Il fascismo non è un pensiero ma un reato – ha dichiarato – in uno Stato che crede davvero nella sua Costituzione e nella Resistenza, bisogna chiedersi se sia giusto, nel 2025, concedere spazi democratici a chi non crede nella democrazia, con tutto il costo che ciò comporta.”

Ha definito “sconcertante” il grande dispiegamento di forze dell’ordine “per poche persone, che si dichiarano apertamente fasciste”, ricordando che “i lavoratori chiamati a garantire l’ordine pubblico si trovano costretti a gestire tensioni che nascono proprio dal concedere spazio a chi di democratico non ha nulla”.

“Serve una risposta politica e culturale – ha aggiunto – Cagliari ha dimostrato di non essere terra fertile per questi revisionismi. Abbiamo la necessità di non lasciare spazi, né culturali né politici, a chi tenta di riscrivere la storia. La Sardegna non ha dato e non darà spazio a queste cose.”

(Articolo di Alessio Ghiani)

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