
“La situazione nel Terralbese è incresciosa, ma affonda le radici in anni di cattiva gestione. Ora è il momento di affrontarla con serietà, non di fare propaganda”. Con queste parole Alessandro Solinas, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, interviene sulla polemica legata alla carenza di medici di base nella zona di Terralba, denunciata in questi giorni da cittadini e opposizione.
Solinas riconosce la gravità del problema, ma invita a guardare oltre il singolo episodio: “Abbiamo preso un impegno con i cittadini sardi appena un anno fa, e la ripetizione di episodi come questo non può che rammaricarci. Tuttavia, rappresenta anche un motivo in più per andare avanti con determinazione nel percorso avviato con la nuova legge di riorganizzazione del sistema sanitario”.
Il consigliere ricorda come uno dei primi interventi strutturali del governo regionale sia stato il commissariamento delle aziende sanitarie, atto che rappresenta – secondo lui – una tappa fondamentale per ricostruire il sistema. “La carenza di medici è un problema strutturale, che non si risolve da un giorno all’altro. Richiede tempo, risorse e soprattutto una visione chiara, come quella che stiamo cercando di attuare”.
Nel suo intervento, Solinas non risparmia critiche ai partiti di opposizione, accusati di aver sfruttato la crisi per fini elettorali. “Chi in questi giorni ha provato in maniera goffa e provocatoria a cavalcare la situazione ha perso un’occasione per mantenere un minimo di serietà istituzionale e scegliere il silenzio”, dichiara il consigliere pentastellato.
A fronte di ciò, Solinas ribadisce la volontà della maggioranza di continuare a lavorare con discrezione e responsabilità: “Ai cittadini va la nostra vicinanza e il nostro impegno nel portare risultati concreti, confidando nella loro capacità di discernere tra chi lavora senza proclami e chi invece spera che abbiano la memoria corta”.
L’appello finale è alla pazienza e alla fiducia: “Questa situazione è il frutto di anni di trascuratezza. Ora serve tempo per formare e reclutare nuovi medici, e restituire così un diritto essenziale a migliaia di sardi che oggi ne sono privi”.


