
Il fronte dell’opposizione si compatta e alza la voce: dopo la sentenza del Tribunale di Cagliari, per la presidente Todde non ci sono più appigli. Il capogruppo dei Riformatori, Umberto Ticca, è netto: “La sentenza conferma tutte le infrazioni. L’entourage della Giunta ha negato l’evidenza per mesi, ora c’è un punto fermo anche sul piano giuridico. Questa legislatura è finita”.
La bordata arriva poche ore dopo il deposito delle motivazioni: 65 pagine in cui i giudici parlano di violazioni “sostanziali, gravi e plurime” nella gestione della campagna elettorale della presidente. E se formalmente la palla passa ora al Consiglio regionale, politicamente l’opposizione chiede l’immediata resa dei conti.
Durissimo anche il gruppo di Fratelli d’Italia: “La legislatura è giuridicamente morta, ma politicamente non è mai iniziata. Basta accanimento terapeutico, la parola torni agli elettori. Il caos istituzionale e l’inettitudine dei 5 Stelle hanno bloccato la Sardegna”.
Il prossimo passaggio è fissato per il 9 luglio, quando la Corte costituzionale deciderà sul conflitto tra lo Statuto sardo e la legge nazionale. Ma per l’opposizione è già troppo tardi: il verdetto politico, dicono, è arrivato.


