Un settore che traina, ma resta senza conducenti: l’autotrasporto sardo in affanno
Nel 2024, le aziende sarde dell’autotrasporto hanno accelerato sulla transizione ecologica, registrando un +16,7% nelle immatricolazioni di veicoli a basse emissioni. Ma a fronte dell’impegno, le risorse pubbliche scarseggiano: il 72% degli investimenti è stato coperto con capitali propri.
“Le nostre imprese si stanno muovendo con decisione verso la sostenibilità – afferma Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna – ma non possono affrontare da sole una trasformazione così profonda. Servono fondi, incentivi e una strategia chiara a livello nazionale ed europeo”.
Il problema più urgente, però, resta la drammatica carenza di autisti: le imprese segnalano difficoltà a reperire il 57% delle figure professionali previste. Una situazione che rischia di rallentare, se non bloccare, intere filiere produttive e logistiche. “È un’emergenza nazionale che in Sardegna assume contorni ancora più critici – denuncia Daniele Serra, segretario di Confartigianato Sardegna – Dobbiamo intervenire subito con incentivi per le patenti professionali, sgravi per le assunzioni e soprattutto un cambio di mentalità. Il mestiere dell’autotrasportatore va valorizzato, anche in chiave femminile”.
Alle difficoltà interne si sommano quelle esterne. Il comparto è stretto tra l’aumento dei costi energetici, il caro carburanti e l’incertezza geopolitica internazionale. In un territorio come la Sardegna, dove oltre l’80% delle merci viaggia su gomma e via nave, ogni variazione nei prezzi si riflette direttamente sui bilanci delle imprese.
“Le aziende sono schiacciate da costi crescenti e regole sempre più complesse – conclude Meloni – ma continuano a svolgere un ruolo essenziale per l’approvvigionamento dell’isola. Senza autotrasporto, si blocca l’intera economia regionale”.