
L’Osservatorio regionale sulla violenza di genere esiste, ma non è chiaro cosa stia facendo. A sollevare la questione è un’interrogazione presentata in Consiglio dal gruppo del Partito Democratico, che chiede conto dello stato dei lavori e delle attività concretamente svolte da uno degli strumenti chiave nella lotta alla violenza contro le donne.
“Abbiamo chiesto alla giunta di chiarire quali attività siano state effettivamente realizzate, rispetto a quelle previste dalla normativa”, spiegano i consiglieri del Pd. L’Osservatorio, secondo la legge regionale, ha il compito di raccogliere e integrare i dati sul fenomeno, fornire analisi aggiornate e supportare con proposte operative il tavolo regionale permanente e la rete antiviolenza attiva nei territori.
L’iniziativa nasce anche dal confronto con l’associazione Coordinamento3 – Donne di Sardegna. Al centro, un punto politico preciso: a una rete regionale formalmente esistente non corrisponde ancora un sistema di monitoraggio pienamente operativo. “La trasparenza non è un dettaglio tecnico ma una responsabilità istituzionale”, è la posizione dei proponenti, che chiedono un rilancio concreto dell’Osservatorio per rafforzare il sistema pubblico di prevenzione e contrasto alla violenza.


