Arborea, tutto fermo sulla Fondazione bonifiche sarde: Cera interroga la Regione

Emanuele Cera

A oltre due anni dall’approvazione della legge regionale che ne autorizzava la nascita, la Fondazione Bonifiche Sarde è ancora ferma. È quanto denuncia il consigliere regionale Emanuele Cera (Fratelli d’Italia), che ha presentato un’interrogazione all’assessore degli Enti locali per chiedere chiarimenti sui motivi del blocco e sollecitare l’avvio effettivo del progetto.

La Fondazione, prevista dall’articolo 22 della Legge regionale n. 1 del 21 febbraio 2023, avrebbe dovuto valorizzare l’eredità della Società Bonifiche Sarde, oggi in liquidazione. La legge garantisce uno stanziamento di 1,3 milioni di euro, oltre a 80 mila euro per la gestione triennale. “Nonostante le risorse disponibili, la sede già individuata nella Villa del Direttore ad Arborea e un’ampia condivisione politica, tutto è ancora fermo”, afferma Cera.

Per il consigliere di San Nicolò d’Arcidano, si tratta di un progetto strategico sul piano culturale e identitario: “È un’iniziativa di straordinaria importanza per restituire dignità e funzione a un patrimonio che ha segnato lo sviluppo agricolo ed economico della Sardegna, in particolare nel Terralbese”.

Cera evidenzia il paradosso: mentre la Fondazione Bonifiche Sarde è ancora in fase di stallo, la Fondazione Trenino Verde Storico della Sardegna – istituita con una norma successiva – è già pienamente operativa. “Due provvedimenti approvati dallo stesso Consiglio: uno attuato rapidamente, l’altro dimenticato. È una disparità che solleva interrogativi”, commenta.

Con la sua interrogazione, Cera chiede alla Giunta regionale di chiarire se esistano ostacoli tecnici o amministrativi e, soprattutto, se l’esecutivo intenda davvero realizzare il progetto secondo l’impostazione originaria o se si stia valutando una sua modifica o cancellazione.

Il consigliere chiude con un appello forte: “La Regione non può permettersi di tradire la propria storia né di rinunciare a un’operazione culturale che tocca le radici dell’identità sarda. La Villa del Direttore, destinata a sede della Fondazione, sta cadendo a pezzi: serve un intervento urgente. Non possiamo permetterci di perdere una struttura così carica di memoria”.

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