5 mila alveari in meno, il miele ucraino uccide la produzione sarda

Negli scaffali dei discount sardi si vende soprattutto miele ucraino e cinese. E il Made in Sardegna? Il Km 0? Nulla, o quasi. L’eliminazione dei dazi doganali a favore dell’Ucraina ha generato una importazione abnorme in Italia di miele proveniente dallo sfortunato Paese in guerra. Lo Stato dell’Europa orientale è sempre stato un fortissimo esportatore di miele, anche prima dell’abbattimento dei dazi. Fino al 2022 da Kiev partivano 46 mila tonnellate di prodotto: numeri simili a quella della Cina e più che doppi rispetto all’Italia, che si ferma a 22 mila tonnellate di miele esportato. Negli ultimi anni, però, l’abbattimento dei dazi da parte dell’Unione Europea ha generato una vera invasione del miele prodotto in Ucraina che ha prezzi bassissimi, è distribuito in quantità massive nelle grandi catene discount e ha un problema non ignorabile: ci sono grosse difficoltà per il tracciamento del prodotto.

1 vasetto su 10 è italiano.

Il 90 per cento del miele esposto in alcune specifiche catene discount non è italiano, tantomeno sardo. Arriva dall’estero. Se costa pochissimo, quasi certamente proviene dalla Cina o dall’Ucraina. Caboni vorrebbe un maggiore equilibrio nell’offerta proposta dai discount: “Sarebbe bello se, oltre al miele a buon mercato, ci fosse anche l’alternativa di un prodotto locale di qualità. Peraltro questo è un discorso relativo anche ad altri articoli in vendita, non solo al miele”.
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