
Dal 3 al 28 ottobre 2025, la Sardegna ospita la diciannovesima edizione di OTTOBREinPOESIA, un festival che negli anni si è affermato come uno dei progetti culturali più riconoscibili e coerenti del panorama italiano, capace di intrecciare poesia, riflessione e territorio.
Il tema scelto per quest’anno è huMANinTheMIRROR. Al centro, un’idea tanto semplice quanto urgente: il cambiamento non può iniziare che da sé stessi. Serve fermarsi, guardarsi davvero, interrogare ciò che siamo diventati. «Non è solo l’uomo allo specchio. È l’umano, nella sua interezza», afferma Leonardo Onida, fondatore e direttore del festival. «Abbiamo bisogno di tornare a guardarci davvero. Non per confermare un’immagine, ma per riconoscere ciò che siamo. Non nello specchio dell’ego, ma in quello della coscienza.»
Il titolo gioca con il celebre brano di Michael Jackson, Man in the Mirror, ma lo sovverte con una scelta linguistica precisa: “Human”, scritto in minuscolo, precede “Man”. Il messaggio è chiaro — non siamo eroi, né dominatori. Siamo esseri umani, fragili, smarriti, in cerca di verità. «L’umanità deve reimparare a guardarsi davvero — dice Leonardo Onida, fondatore e direttore artistico del festival —. Non per narcisismo, ma per consapevolezza. Il leone che si specchia e vede un koala è la metafora perfetta del nostro tempo: ci illudiamo di essere potenti, ma non ci conosciamo affatto.» La poesia, qui, non è ornamento: è uno strumento di scavo, una lente sul presente, un modo per interrogare se stessi e il mondo.
l festival prende il via il 3 ottobre a Roccella Jonica, in Calabria, con una mostra e un omaggio ad Alda Merini. Ma è in Sardegna che l’anima dell’evento si dispiega con forza. A partire dall’11 ottobre a Quartu Sant’Elena, OTTOBREinPOESIA attraversa paesi, città, periferie e centri storici, fino a concludersi il 28 ottobre a Sassari. Le tappe toccano anche Villacidro, Tissi e i luoghi simbolici della cultura isolana. Ogni evento è gratuito, ogni spettacolo è un gesto di apertura. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: portare la poesia fuori dai libri e dentro la vita.
A Quartu, il festival si apre con un incontro-spettacolo curato da Giommaria Monti, giornalista e autore televisivo, che racconta il lato meno conosciuto di Fabrizio De André: quello segnato dal sequestro, dalla riscoperta della Sardegna, dall’elaborazione profonda del dolore.
Il giorno dopo, sarà la volta della scrittrice e attrice Fiammetta Moretti, che proporrà letture accompagnate dalle suggestioni musicali dell’arpa di Beatrice Melis. Seguiranno poi Gesuino Nemus, autore tra i più apprezzati all’estero, e Nello Rubattu, con una presentazione letteraria che unisce ironia e identità.
A Sassari, dal 23 ottobre, la poesia si fa memoria e resistenza: viene inaugurata una mostra con opere e lettere salvate dall’assedio di Sarajevo. Ci sarà un concerto per un solo spettatore alla volta, dodici ore di musica intima e irripetibile. E infine, “La vera storia degli elementi”, spettacolo poetico-narrativo firmato da Onida e interpretato con la voce e la chitarra di Beppe Dettori, già Tazenda.
«Questo non è un festival da palcoscenico, perché la poesia si manifesta dove meno te l’aspetti», afferma Leonardo Onida. «Il principio è sempre lo stesso: portarla fuori dai suoi recinti, farla incontrare davvero con le persone. Non chiudersi nella propria produzione, ma aprirsi, contaminarsi, attraversare.»
E così succede che la poesia emerga in un angolo di città, tra i filari di un vigneto, nella voce che legge o nella musica che accompagna. È lì, nell’imprevisto, che accade qualcosa di raro: l’incontro con l’umano.
«La poesia non si può definire — dice ancora Onida — come la filosofia, come l’arte. Ma mi piace pensare che sia quella cosa che cerca risposte a domande non ancora fatte.»


