
Desirè Manca non ne può più.
E quindi ha “preso una decisione”: diventare assessora alla Sanità. Più o meno. Il tutto senza rimpasti, senza decreti, e soprattutto senza avvisare nessuno. Solo un post su Instagram, con toni solenni e una formula d’esordio che suona familiare: “Ho preso una decisione”.
L’hanno pronunciata, prima di lei, Michael Corleone ne Il Padrino, poco prima di regolare i conti, ma anche Margaret Thatcher quando annunciò di voler lasciare Downing Street. E parecchi altri. Non proprio la stessa situazione, ma il tono è quello.
Manca, ufficialmente assessora regionale al Lavoro, spiega di voler dedicare, a partire da novembre, una giornata all’ascolto dei “cittadini fragili, dimenticati e alla loro richiesta di salute”.
L’iniziativa, chissà quanto nobile nelle intenzioni, ha però un piccolo problema: la sanità non è di sua competenza, e la Sardegna un assessore alla Sanità ce l’ha già, con delega piena e struttura amministrativa dedicata. Si chiama Bartolazzi ed è diretta nomina dei Cinque Stelle. Così come Desirè Manca.
Nel post, Manca racconta di ricevere cittadini nel suo ufficio e di ascoltare le loro difficoltà, “soprattutto legate alla sfera sanitaria”. Da qui, l’idea di intervenire direttamente. Una sorta di acclamazione popolare come avveniva ai generalissimi romani, i quali venivano nominati imperatori dai propri eserciti.
In Regione, l’annuncio è stato accolto con una certa ironia: “Adesso abbiamo due assessori alla Sanità – scherza un consigliere regionale – e uno al Lavoro, e pure part-time”. In ogni caso, la Manca ha ottenuto il suo scopo: riportare l’attenzione su di sé e sul suo stile diretto, che non conosce filtri né protocolli.
Nei corridoi del Palazzo si dà ormai per certo che il rimpasto di giunta non tarderà. Il post di Manca, più che un gesto di spontaneità, è letto come una fuga in avanti calcolata, utile a mettere pressione sulla presidente Todde e a segnare il terreno in vista della redistribuzione delle deleghe.
Il tema è scivoloso, soprattutto dentro il Campo Largo, dove il Pd non intende restare a guardare. Se Manca dovesse ottenere quello che ha appena annunciato urbi et orbi, i dem sarebbero pronti a presentare il conto: si parla di quattro direzioni Asl da riequilibrare in cambio dell’appoggio politico.


