Cagliari, a Villanova nasce “Fermata216”: la nuova officina della cultura condivisa

Inaugurato in via Giardini lo spazio multidisciplinare che punta su partecipazione e sperimentazione.
Fermata 216 Unplugged

C’è un nuovo indirizzo nel cuore del quartiere Villanova che promette di diventare l’epicentro della creatività urbana. Si chiama Fermata216 e, come suggerisce il nome, nasce con l’ambizione di essere sia un punto d’approdo che una ripartenza per la scena culturale cittadina. Un eutopos nel quale rifocillarsi, prendere una boccata d’aria fresca ripartire con nuove consapevolezze e tesori nella memoria, in un viaggio che prevede la possibilità di rifermarsi e lasciarsi ispirare nuovamente nella caleidoscopicità del luogo. Inaugurato ufficialmente lo scorso 29 gennaio, lo spazio di via Giardini 216 si presenta come un sistema diatermico e permeabile, dove l’arte non è un prodotto da consumare, ma un processo di interscambio da vivere insieme.

Un laboratorio di "bene comune"

Lontano dall’idea classica di galleria o sala polivalente, Fermata216 si definisce uno spazio di “attivazione” con l’obiettivo dichiarato dai promotori di trasformare la cultura in un bene comune accessibile e sostenibile. Al centro del progetto c’è la contaminazione tra linguaggi: dalle residenze artistiche ai percorsi formativi, dalle mostre alle performance sperimentali.
Interdisciplinarità è il cardine sul quale poggia l’intera idea della struttura, con un approccio fortemente bottom-up che, tramite il confronto e, paradossalmente, anche il dissenso, rappresenta il modus operandi preponderante: che in via Giardini 216 il sapere non venga calato dall’alto è un paradigma.
“Vogliamo cambiare la narrazione dominante sulla creatività giovanile,” spiegano gli organizzatori, “trasformando il ‘non si può fare’ in ‘ce l’abbiamo fatta’.”

Musica senza filtri: arriva Fermata Unplugged

Insieme all’apertura dello spazio, è stato presentato il primo format ufficiale: Fermata Unplugged. Prendendo spunto dal celebre format di Mtv che ha visto andare in onda quel sottobosco musicale composto da CSI, Marlene Kuntz e altri nomi celebri della scena alternativa (che forse oggi i più arditi chiamerebbero “indy”), si muove, con i dovuti distinguo, fra cicli di micro-concerti dedicati agli artisti emergenti, con l’intento di restituire alla musica una dimensione intima e umana.
Il format prevede un trittico composto da talk, podcast e infine il concerto. Ogni live sarà preceduto da un’intervista con l’artista per esplorarne visioni e processi creativi dal quale si estrapolerà un podcast con la registrazione dal vivo, diventando un contenuto digitale fruibile anche post-evento, infine un set essenziale, senza filtri tecnologici, per favorire il contatto diretto tra chi sta sul palco e chi ascolta.

Una rete per il territorio

Fermata216 non intende restare un’isola. Il progetto, con una visione glocal, punta infatti a stringere collaborazioni con associazioni, istituzioni e imprese private, cercando di creare un ecosistema capace di sostenere l’arte in tutte le sue forme. In una città che cerca costantemente nuovi spazi di espressione, questa nuova “fermata” a Villanova si candida a diventare un laboratorio essenziale per immaginare il futuro culturale della Sardegna.

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