
Sabato 28 marzo la mattinata, a partire dalle 10, è dedicata alle presentazioni di progetti digitali di rilievo regionale e nazionale. Tra gli ospiti, Fabio Galeandro, direttore del museo archeologico nazionale di Egnazia, che porterà l’esperienza del parco pugliese con le nuove tecnologie, e Ciro Cacciola, direttore generale della fondazione Cives., che presenterà il museo archeologico virtuale di Ercolano. Spazio anche alla ricerca sarda: il Crs4 — Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna — illustrerà le sue tecnologie di visual computing applicate al patrimonio culturale, con la possibilità, nel pomeriggio, di toccarle con mano.
Non mancheranno le aziende innovative: tra queste, Inoke srl con i suoi digital twin e sistemi di intelligenza artificiale per i beni culturali, e Megalith Interactive Studios, che propone i videogiochi come nuovo strumento di comunicazione della cultura nuragica.
Dalle 15 di sabato — e per tutta la giornata di domenica — gli spazi del museo si popolano di postazioni pratiche, liberamente visitabili. Qui l’archeologia diventa concreta e sensoriale: si possono toccare i materiali, sentire gli odori delle materie prime, osservare da vicino le ricostruzioni in scala reale.
Tra i gruppi presenti, Cannetum proporrà una dimostrazione di arcieria sperimentale con archi e frecce dal Paleolitico al Medioevo, con una linea di tiro aperta anche ai più giovani. Il gruppo Lvdi Scaenici eseguirà musica dal vivo con strumenti dell’antichità romana. Il laboratorio Lapars dell’Università di Sassari offrirà dimostrazioni di scheggiatura della pietra, mentre i colleghi del Ripam mostreranno come si cuoceva il pane nell’età nuragica e come si restauravano i vasi con grappe di piombo.
Memoriae Milites porterà invece la Sardegna romana del I e II secolo d.C., con esposizioni su lucerne, cosmesi, macchine da guerra e tecniche di combattimento. L’associazione Sardinia Romana approfondirà monetazione, medicina e navigazione dell’epoca, mentre Manialia apsS, gestore del museo Labenur di Arzachena, proporrà attività legate alla pittura preistorica con ocre e pigmenti naturali.
“L’archeologia come non l’avete mai vista”: così il Parco Storico Archeologico di Sant’Antioco presenta l’evento sul proprio sito. L’obiettivo dichiarato è creare un luogo di dialogo tra ricerca scientifica e divulgazione, dove le pratiche del passato possano essere non solo ammirate, ma comprese e vissute. La formula — eventi dimostrativi aperti, postazioni interattive, confronto diretto con i professionisti — sembra pensata per abbattere la distanza tra il museo e il visitatore.
Il Festival di Archeologia Sulcitana, alla sua prima edizione, si candida così a diventare un appuntamento fisso per il territorio. L’ingresso alle postazioni del pomeriggio è libero.


