
Una scoperta archeologica inattesa potrebbe riscrivere, almeno in parte, la mappa della civiltà nuragica nel sud della Sardegna. Durante alcuni lavori di manutenzione del verde nell’area di Monte Urpinu, un’équipe di tecnici comunali avrebbe individuato strutture litiche riconducibili, secondo le prime ipotesi, a una “Tomba dei Giganti”, tipologia funeraria collettiva tipica dell’età del Bronzo sardo.
L’anomalia sarebbe emersa a seguito di un cedimento superficiale del terreno lungo un sentiero secondario del parco. Sotto pochi decimetri di suolo, sarebbero affiorati grandi blocchi di pietra calcarea disposti in forma semicircolare, una configurazione che richiama immediatamente le esedre monumentali delle tombe nuragiche.
Secondo fonti vicine agli operatori coinvolti, un primo sopralluogo informale avrebbe evidenziato la presenza di elementi architettonici compatibili con una struttura funeraria collettiva: ortostati verticali infissi nel terreno, tracce di corridoio sepolcrale e una possibile stele centrale, attualmente parzialmente interrata.
Un archeologo contattato in via preliminare – che ha chiesto di rimanere anonimo in attesa di verifiche ufficiali – ha dichiarato:
“Se confermata, si tratterebbe di un ritrovamento eccezionale. Le Tombe dei Giganti sono diffuse soprattutto nella Sardegna centro-settentrionale; la loro presenza così vicina al centro urbano di Cagliari sarebbe altamente inusuale.”
Le tombe di questo tipo, risalenti generalmente tra il 1800 e il 1200 a.C, sono associate alla civiltà nuragica e testimoniano pratiche funerarie collettive, probabilmente legate a culti ancestrali e alla venerazione degli antenati.