
“Uno strumento compensativo regionale, straordinario e temporaneo, in grado di mitigare l’impatto dei maggiori costi di trasporto e di sollecitare il Governo nazionale affinché vengano previsti adeguati ristori per il trasporto delle merci e per le imprese operanti in contesti insulari.” È quanto chiedono, in una lettera indirizzata alla presidente della Regione Alessandra Todde, le associazioni di categoria Confindustria, Confapi, Coldiretti, Confartigianato, CNA, Confesercenti, Confcommercio, Legacoop, Associazione Cave e Miniere e Confcooperative, che lanciano un appello alla Regione “All’aumento dei costi legati all’ETS, registrato dalla fine di febbraio, spiegano, si aggiunge, a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, anche il rincaro del 25% del gasolio per l’autotrasporto. Una dinamica che ha aggravato una condizione di disparità già esistente, dovuta agli svantaggi strutturali dell’insularità.”
Secondo le associazioni, tutte le merci in ingresso e in uscita dalla Sardegna registrano ormai un incremento dei costi di trasporto superiore al 40%, in larga parte riconducibile proprio all’ETS. “Tale aggravio, ulteriormente amplificato dall’aumento dei carburanti, si sta riflettendo su trasportatori e committenti che, con senso di responsabilità, cercano di non trasferire integralmente gli aumenti sui consumatori finali”, sottolineano. Il rischio paventato è quello di “una perdita di competitività irreversibile per le imprese sarde in tutti i settori.” Le sole rotte Olbia–Livorno e Porto Torres–Genova hanno già registrato nel 2025 un aggravio annuo superiore ai 50 milioni di euro, destinato a raggiungere i 70 milioni nell’anno in corso a causa dell’aumento dei costi legati all’ETS. Si tratta, evidenziano le associazioni, di appena due rotte che rappresentano circa la metà del traffico complessivo.
“È ormai consolidato che, su base annua, i maggiori costi sostenuti dalla Sardegna solo per l’ETS superano i 150 milioni di euro, configurando una condizione di assoluta disparità rispetto a qualsiasi altra regione europea. “Da qui la richiesta di un’iniziativa in sede europea per promuovere una revisione urgente della normativa ETS, affinché tenga conto delle specificità e degli svantaggi strutturali dell’isola. Le associazioni ribadiscono inoltre la necessità di istituire “un fondo regionale di compensazione dei maggiori costi di trasporto marittimo, che possa garantire, almeno per il biennio 2026-2027, una copertura fino al 75% dell’extracosto documentato”.