Donazione sangue: il Brotzu punta su controlli di prevenzione per i donatori

E’ l’iniziativa dell’Azienda sanitaria per costruire un rapporto continuativo con chi dona il sangue
Raccolta di sangue

L’ARNAS G. Brotzu promuove la campagna di sensibilizzazione sulla donazione del sangue attraverso un progetto avviato dalla Struttura di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale diretta dalla dottoressa Giulia Fadda, dedicato a prendersi cura della prevenzione per i donatori nell’auspicio che possano divenire sempre più numerosi. Un’iniziativa finalizzata ad intervenire sull’emergenza segnata dalla costante carenza di emazie e piastrine con cui il Servizio Sanitario Regionale si confronta quotidianamente. 

“Donare il sangue – comunica l’azienda ospedaliera – è una scelta che nasce da un senso di responsabilità verso gli altri e dalla consapevolezza di poter essere utili in un modo concreto: è un gesto semplice, ma importante, che, attraverso la disponibilità di sangue ed emocomponenti, rende possibili cure, interventi e percorsi terapeutici per molti pazienti. Ogni donazione contribuisce al funzionamento del sistema sanitario e alla continuità dell’assistenza. Ed ecco che fondamentale si rivela dunque l’attività quotidiana del Centro dell’ARNAS in quanto garantisce la distribuzione di emocomponenti a tutti i presidi ospedalieri e alle strutture della Città Metropolitana e dell’intera ASL, assicurando un supporto essenziale alle attività cliniche”.

“Donare il sangue – spiega la direttrice Giulia Fadda – significa prendersi cura degli altri in modo concreto e noi altresì, con questo progetto, vogliamo rafforzare il legame con i nostri donatori offrendo loro un percorso sicuro e controllato, e anche un’opportunità di prevenzione”. Un impegno condiviso anche dal Direttore Generale, Maurizio Marcias, che aggiunge: “Come Azienda sentiamo il dovere di prenderci cura di chi dona, è un modo per riconoscere il valore della loro scelta e accompagnarli, costruendo insieme una comunità più attenta alla salute. Rafforzare la cultura della donazione significa anche investire nella salute pubblica”. Elisabetta Caredda
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