
L’ARNAS G. Brotzu promuove la campagna di sensibilizzazione sulla donazione del sangue attraverso un progetto avviato dalla Struttura di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale diretta dalla dottoressa Giulia Fadda, dedicato a prendersi cura della prevenzione per i donatori nell’auspicio che possano divenire sempre più numerosi. Un’iniziativa finalizzata ad intervenire sull’emergenza segnata dalla costante carenza di emazie e piastrine con cui il Servizio Sanitario Regionale si confronta quotidianamente.
“Donare il sangue – comunica l’azienda ospedaliera – è una scelta che nasce da un senso di responsabilità verso gli altri e dalla consapevolezza di poter essere utili in un modo concreto: è un gesto semplice, ma importante, che, attraverso la disponibilità di sangue ed emocomponenti, rende possibili cure, interventi e percorsi terapeutici per molti pazienti. Ogni donazione contribuisce al funzionamento del sistema sanitario e alla continuità dell’assistenza. Ed ecco che fondamentale si rivela dunque l’attività quotidiana del Centro dell’ARNAS in quanto garantisce la distribuzione di emocomponenti a tutti i presidi ospedalieri e alle strutture della Città Metropolitana e dell’intera ASL, assicurando un supporto essenziale alle attività cliniche”.
Sulla base di questi presupposti l’Arnas Brotzu offre ai donatori abituali, ossia a coloro che hanno effettuato almeno una donazione nell’ultimo anno, la possibilità di accedere gratuitamente a percorsi di prevenzione e screening. Il progetto dell’azienda sanitaria punta da un lato “ad ampliare e rendere più stabile il numero dei donatori, dall’altro a costruire un rapporto continuativo basato sulla fiducia e sulla cura reciproca”.
Sono dunque previsti per i donatori vari controlli mirati sulla “prevenzione cardiovascolare, con esecuzione dell’elettrocardiogramma e refertazione specialistica, rivolta in particolare ai donatori con più di 50 anni o quando clinicamente indicato; sulla prevenzione delle malattie allergiche respiratorie, attraverso prick test inalanti con valutazione allergologica; sulla valutazione delle dislipidemie, legate anche agli stili di vita, sulla base degli esami periodici e con eventuale approfondimento specialistico; e sulla valutazione dell’assetto glicemico e prevenzione del diabete di tipo 2, in collaborazione con il laboratorio e lo specialista diabetologo”.
Ancora, verranno effettuati “screening delle patologie tiroidee, con esami dedicati ed eventuale ecografia tiroidea; screening per la malattia celiaca, su base anamnestica e con eventuale approfondimento gastroenterologico; screening per l’osteoporosi, in collaborazione con il laboratorio e lo specialista endocrinologo; e screening per la microcitemia, attraverso percorsi dedicati di valutazione ematologica”.
“Donare il sangue – spiega la direttrice Giulia Fadda – significa prendersi cura degli altri in modo concreto e noi altresì, con questo progetto, vogliamo rafforzare il legame con i nostri donatori offrendo loro un percorso sicuro e controllato, e anche un’opportunità di prevenzione”.
Un impegno condiviso anche dal Direttore Generale, Maurizio Marcias, che aggiunge: “Come Azienda sentiamo il dovere di prenderci cura di chi dona, è un modo per riconoscere il valore della loro scelta e accompagnarli, costruendo insieme una comunità più attenta alla salute. Rafforzare la cultura della donazione significa anche investire nella salute pubblica”.
Elisabetta Caredda


