

Non c’era un accordo su Cera. E non è un gioco di parole: dopo la glaciazione dei rapporti che ha portato ieri all’uscita di Emanuele Cera dal gruppo di FdI arrivano puntuali le ricostruzioni dei fatti. E la più accreditata parla di un accordo sottoscritto e certificato nelle scorse settimane dai capigruppo dell’opposizione per la divisione delle vicepresidenze delle commissioni. Sostenuto dal deputato Francesco Mura, Cera ha insistito in questi ultimi giorni per restare numero due della commissione Agricoltura e attività produttive. Un pezzo che però, negli accordi, spettava al gallurese Fasolino (Rifomatori). E che Fasolino – sostenuto da tutti i componenti del suo gruppo – ha reclamato e ottenuto nelle votazioni di ieri. Da qui l’uscita di Cera da Fratelli d’Italia e la (temporanea?) collocazione al gruppo Misto. Ma anche l’imbarazzo dentro FdI e il fastidio dei Riformatori, che hanno dovuto difendersi da un assalto imprevisto. Una certezza: l’opposizione al Campo largo non è più così solida.
Nella maggioranza che sostiene Todde, invece, è tornato il sereno ancora una volta grazie alla capacità di mediazione di Roberto Deriu, capogruppo del Pd. Che ha suggerito ai Cinque stelle la via per superare il muro contro muro.


