
Coldiretti Sardegna propone il suo piano per la gestione delle risorse idriche: secondo l’associazione di categoria, le soluzioni emergenziali offerte dalla Regione non bastano più. L’organizzazione scrive alla presidente della Regione, Alessandra Todde, chiedendo l’adozione urgente di un piano pluriennale per la gestione dell’acqua e sottolinea la necessità di interventi per affrontare non solo l’emergenza idrica, ma anche le sfide future legate al cambiamento climatico, dati gli avvenimenti sempre più frequenti e devastanti che mettono in seria difficoltà l’isola.
Coldiretti ha sollecitato l’adozione del Piano strategico per la gestione idrica, che includa soluzioni per far fronte all’emergenza in corso e una buona pianificazione a lungo termine per il futuro.
Il piano include interventi strutturali come l’ammodernamento delle reti idriche, la costruzione di dighe e il miglioramento della gestione delle riserve. Sarà compreso (e necessario) un monitoraggio continuo sull’andamento climatico degli ultimi anni, con particolare attenzione al regime delle piogge, la frequenza degli eventi atmosferici e le zone più colpite. Si richiedono, nel piano, dei sostegni economici per migliorare le assicurazioni agricole e garantire fondi alle aziende colpite dalla siccità.
La proposta riguarda, inoltre, la creazione di una task force emergenziale, che sia in grado di coordinare gli interventi durante le crisi idriche, garantendo una risposta tempestiva e unitaria. Coldiretti chiede una collaborazione unificata con il governo nazionale, al fine di ottenere strumenti e risorse necessari e specifici per affrontare la situazione. E, infine, il piano vuole coinvolgere maggiormente i Consorzi di bonifica per una gestione migliore delle risorse idriche disponibili.
Il direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba, esprime la sua preoccupazione sulle soluzioni emergenziali, a suo avviso insufficienti: “Gli interventi strutturali e una pianificazione pluriennale che garantisca un futuro sostenibile alle comunità e alle imprese del territorio devono basarsi su una visione d’insieme dei mutamenti climatici che sappia affrontare le emergenze, ma soprattutto pianificare interventi di lungo termine. Un piano regionale per la gestione idrica deve partire da un’analisi dettagliata del nuovo contesto climatico e puntare su obiettivi chiari come conservare e ottimizzare l’acqua disponibile, gestire le emergenze attraverso processi normati e programmare interventi strutturali pluriennali – conclude – solo così sarà possibile garantire una gestione sostenibile delle risorse idriche della Sardegna, accedendo anche a risorse economiche statali e comunitarie per tutelare il nostro territorio e il suo sistema produttivo”.

