Regione e Cgil insieme contro il ministro Valditara: “No ad altri tagli alle autonomie scolastiche sarde

Emanuela Valurta

La Cgil scuola è al fianco della Regione nel duro confronto con il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. La Regione quest’anno ha tagliato 6 autonomie. Significa che 6 plessi hanno perso il loro dirigente e sono stati accorpati ad altre scuole, più numerose. Sono quindi diventati figli di un Dio minore: questo è ciò che accade a tutti i plessi accorpati, è un processo consolidato che molto spesso porta all’abbandono definitivo da parte degli studenti, a una lenta agonia e infine alla chiusura.

Sardegna dietro la lavagna del Ministero

C’è un problema ulteriore: Valditara ha annunciato due giorni fa che le Regioni che avranno rispettato i paletti imposti dal Ministero, saranno premiato con delle agevolazioni, ovvero: la possibilità di istituire classi anche senza il requisito del numero minimo di studenti, la salvaguardia del personale Ata per l’anno scolastico 2025/26 e la nomina di un docente con funzioni vicarie del dirigente scolastico sulle scuole oggetto di dimensionamento.

La Cgil non ci sta

“Diciamo no alle regole imposte da Valditara – ribadisce Valurta – la perdita di un’autonomia scolastica rappresenta una sconfitta, è un pezzo di Stato che va via e soprattutto in alcune zone della Sardegna dovrebbe invece avvenire il contrario. Una scuola locale debole in una zona periferica provoca abbandono scolastico, meno lavoro perché ci sono tagli al personale, si assiste a un impoverimento generale e, infine, allo spopolamento”. Una soluzione possibile? “Copiare dalle altre Regioni a Statuto speciale. La Sardegna dovrebbe avere una sua legge sulla scuola” conclude la segretaria Cgil.
prova
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