Per i giudici, il ricorso non aveva basi sufficienti. La sentenza chiarisce che il sistema elettorale attuale, pur con le sue criticità, non prevede meccanismi specifici per garantire una rappresentanza territoriale più equilibrata.
“Non esiste alcun riferimento normativo che obblighi a introdurre un sistema di voto correttivo per assicurare una rappresentanza alla Sardegna”, si legge nella motivazione della sentenza.
Gli avvocati dei deputati eletti – Antonino Gerbino, Emanuele Passanisi, Francesco Passanisi, Giovanni Immordino e altri – hanno sostenuto che il ricorso fosse privo di fondamento, poiché non metteva in discussione la validità delle elezioni nel loro complesso, ma solo l’assegnazione dei seggi. Una strategia giudicata insufficiente dal tribunale, che ha confermato lo status quo.
La decisione lascia la Sardegna in una posizione delicata: parte di una circoscrizione, ma senza alcuna rappresentanza. La questione riaccende il dibattito sulla marginalizzazione politica dell’isola e pone un interrogativo sempre più urgente: fino a quando la Sardegna potrà restare senza voce in Europa?