
Un ricordo intenso, fatto di ammirazione, affetto e amarezza. È quello che Nicola Pinna, responsabile del servizio Interni-Esteri del quotidiano Il Messaggero, ha dedicato a Francesco Pinna, scomparso all’età di 73 anni. Un omaggio che va oltre il dolore per la perdita e diventa una riflessione sul significato più autentico del giornalismo. Nel suo messaggio sui social Nicola Pinna ripercorre le qualità umane e professionali di Francesco, descrivendo un cronista che ha fatto della presenza sul campo, della discrezione e della dedizione al lavoro i tratti distintivi della propria vita. “Se penso alla fatica di fare il cronista costantemente sulla strada, ma senza timori reverenziali dentro ai palazzi, mi viene in mente subito la vita di Francesco Pinna”, scrive.
Nel ricordo di Nicola Pinna emerge anche la pazienza necessaria a chi racconta la realtà attraverso le immagini. Francesco sapeva aspettare il momento giusto per uno scatto, senza perdere la calma, mostrando una capacità di osservazione che appartiene ai cronisti più esperti. Ma è soprattutto l’umiltà a occupare un posto centrale nel messaggio. “Se penso all’umiltà che tra i giornalisti è andata perduta rivedo il suo esempio, quello di un cronista silente che non ha mai messo se stesso sul piedistallo”. Un riconoscimento particolarmente significativo in un’epoca in cui il protagonismo personale rischia spesso di prevalere sul racconto dei fatti. Francesco Pinna, nelle parole del collega, rappresentava invece un modo di fare giornalismo lontano dai riflettori, nel quale al centro doveva esserci sempre la notizia.
Nicola Pinna ricorda anche i sacrifici di una professione che non conosce orari, festività o pause. Francesco era sempre presente, di giorno e di notte, anche quando il lavoro lo teneva lontano dalla famiglia. Una dedizione che non si era affievolita con il passare degli anni. A 73 anni continuava infatti a essere operativo, ancora in prima linea, con la stessa passione che aveva accompagnato la sua carriera. Ed è proprio questo a rendere più dolorosa la sua scomparsa. “Se penso all’ingiustizia ecco la notizia della morte di Francesco, che a 73 anni continuava a essere in prima linea e che avrebbe meritato di godere i frutti di tante corse e tantissimi sacrifici”.