
Il mondo della boxe italiana piange la scomparsa di Antonio “Tonino” Puddu, uno dei pugili più rappresentativi della storia sportiva sarda. A ricordarlo con commozione è anche la Federazione Pugilistica Italiana, che attraverso il presidente Flavio D’Ambrosi, il Consiglio federale e l’intero movimento pugilistico nazionale ha espresso il proprio cordoglio, stringendosi attorno alla famiglia e alla comunità della boxe sarda. Puddu rimane una figura simbolo della “nobile arte” in Sardegna. Il suo nome è legato soprattutto a una data storica: il 31 luglio 1971, quando conquistò il titolo europeo dei pesi leggeri, diventando il primo pugile sardo a riuscire in questa impresa. Il successo arrivò a Cagliari, nello stadio Amsicora, dove davanti a circa 25 mila spettatori sconfisse per ko alla quarta ripresa lo spagnolo Miguel Velasquez, detentore della cintura.
Quella vittoria rappresentò anche la rivincita di un episodio controverso avvenuto pochi mesi prima. Nel gennaio dello stesso anno, infatti, i due pugili si erano affrontati a Madrid con il titolo europeo in palio. In quell’occasione Puddu aveva messo in notevole difficoltà l’avversario, mandandolo al tappeto più volte, ma il match si concluse con un incredibile pareggio che consentì a Velasquez di conservare la corona. La federazione europea impose quindi la rivincita, che fu organizzata a Cagliari dal manager Rodolfo Sabbatini. Davanti al pubblico della sua terra, Puddu non lasciò spazio ai dubbi: il ko inflitto allo spagnolo nella quarta ripresa sancì il trionfo del pugile cagliaritano, che fu poi portato in trionfo dai tifosi dall’Amsicora fino al quartiere di Villanova, dove viveva.


