“Rivoglio i miei figli”: il dramma di un padre italiano in Giappone

La battaglia di Michele Dall’Arno prosegue in Italia
Michele Dall’Arno con uno dei suoi figli

Un padre italiano, tre bambini scomparsi dalla sua vita da un giorno all’altro, una battaglia contro un sistema giudiziario che, secondo lui, tutela chi porta via i figli. È la storia di Michele Dall’Arno, docente universitario forlivese di fisica teorica, tornato definitivamente in Italia dopo mesi di lotta in Giappone per cercare di rivedere i suoi tre figli. Michele viveva da oltre dieci anni in Giappone, dove insegnava all’università. La sua vita cambia il 30 ottobre 2025, quando la moglie giapponese lascia improvvisamente la casa familiare portando con sé i tre figli: Lucia, Lorenzo ed Emilio, di 7, 5 e 3 anni. Da quel momento, racconta, ogni contatto si interrompe. Secondo il docente, quanto accaduto non sarebbe un caso isolato. In Giappone, spiega, nei conflitti familiari uno dei genitori può allontanarsi con i figli ottenendone di fatto la custodia esclusiva. Una pratica che Michele definisce “un’antica usanza tollerata dalla legge.”

Fino all’ultimo respiro

Nei mesi successivi il professore affronta udienze nei tribunali giapponesi, tenta mediazioni e si rivolge anche alle autorità italiane. Ma il sistema, denuncia, non gli consente di riabbracciare i bambini. Anzi: il tribunale di Nakatsugawa gli avrebbe notificato persino una richiesta di pagamento per gli alimenti, retrodatata ai mesi successivi alla scomparsa dei figli. Sentendosi senza più tutele, Michele decide di lasciare il Giappone. Si dimette dall’università, chiude la sua vita nel Paese asiatico e rientra a Forlì dai genitori. “Non tornerò mai più in un Paese dove la sottrazione dei minori è di fatto legalizzata”, ha dichiarato al Resto del Carlino. La sua battaglia, però, continua dall’Italia. Insieme a un gruppo di altri padri italiani che vivrebbero situazioni analoghe, Michele ha avviato iniziative legali e mediatiche per chiedere maggiore attenzione internazionale sul tema della sottrazione dei minori in Giappone. Nel frattempo Michele prova a continuare a parlare ai suoi figli attraverso internet. Ha aperto un canale YouTube nel quale legge favole e lascia messaggi destinati ai bambini, nella speranza che un giorno possano ascoltarli. “Lotterò fino al mio ultimo respiro”, ripete.

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