
A due anni dall’entrata in vigore delle prime misure per regolamentare gli affitti turistici, il Comune di Bastia traccia un bilancio positivo della strategia adottata per contenere il fenomeno della cosiddetta “Airbnbizzazione”. Secondo i dati diffusi dal sindaco Gilles Simeoni, tra il 2023 e il 2025 grazie al programma “Accessu à l’alloghju pè i Bastiacci” sono 233 le abitazioni tornate sul mercato degli affitti annuali, contribuendo ad aumentare l’offerta di case per i residenti. L’intervento nasce dalla volontà di contrastare la crescente pressione esercitata dagli affitti brevi sul mercato immobiliare, limitando le pratiche speculative e la concorrenza degli alloggi turistici irregolari nei confronti delle strutture ricettive tradizionali. L’obiettivo dichiarato è garantire ai cittadini la possibilità di trovare un’abitazione stabile senza rinunciare allo sviluppo del turismo. Il piano, sostenuto congiuntamente dalla Regione Corsica, dalla Comunità dell’Agglomerato di Bastia e dal Comune, si basa su tre strumenti principali: registrazione obbligatoria di tutti gli alloggi turistici, autorizzazione preventiva per il cambio di destinazione d’uso degli immobili destinati agli affitti brevi e, nelle aree sottoposte a maggiore pressione immobiliare, un sistema di compensazione che impone di destinare all’affitto residenziale un secondo immobile equivalente.
Negli ultimi due anni le norme sono state progressivamente rafforzate. Nel 2024 è stato ampliato il perimetro delle zone sottoposte a controlli più severi, mentre nel 2025 sono state introdotte ulteriori limitazioni per scoraggiare gli acquisti a fini speculativi. Parallelamente è stata eliminata anche l’esenzione fiscale di cui beneficiavano i proprietari degli alloggi turistici arredati. L’amministrazione precisa di non voler vietare gli affitti turistici, ma di disciplinarne lo sviluppo. Le abitazioni principali possono essere affittate fino a 120 notti all’anno senza autorizzazione al cambio di destinazione d’uso, purché vengano registrate. Oltre tale limite, oppure nel caso di seconde case, è invece necessario ottenere specifiche autorizzazioni e, in alcune situazioni, rispettare gli obblighi di compensazione. La regolamentazione si concentra soprattutto nelle aree dove la pressione immobiliare è più elevata. Circa il 70% degli alloggi turistici si trova infatti nel cosiddetto “perimetro rinforzato”, dove rappresentano il 4,3% del patrimonio abitativo, contro una media comunale dell’1,3%. Per il Comune i risultati ottenuti confermano la validità del modello adottato: favorire un equilibrio tra la crescita del turismo e il diritto dei residenti a disporre di un’offerta abitativa accessibile, preservando al tempo stesso il tessuto sociale della città.


