Beniamino Zuncheddu, il caso che ha scosso l’Italia. Ora servono firme e soldi

Beniamino Zuncheddu

Ha passato 33 anni in carcere da innocente. Oggi è libero, ma la libertà non basta. Sta male. È stanco. Anche sua sorella Augusta, che lo accudisce ogni giorno, è viva per miracolo. Ha avuto un’embolia. Vivono insieme. Lo Stato li ha lasciati soli.

Una legge per chi ha subito un’ingiustizia

C’è una proposta di legge che porta il suo nome: “Beniamino Zuncheddu e altri”. È una legge di iniziativa popolare. Vuole dare un assegno economico immediato a chi, assolto dopo anni di carcere ingiusto, resta senza nulla. Nessun reddito, nessun aiuto, nessuna cura.

Si può firmare online, sul sito del Ministero della Giustizia: firmereferendum.giustizia.it
Scadenza: luglio 2025. Obiettivo: 50.000 firme.

Una raccolta fondi per sopravvivere

Intanto serve altro. Serve aiuto ora. Per le medicine. Per mangiare. Per reggere il peso di una libertà arrivata troppo tardi.

IBAN per le donazioni:
IT94C0306909606100000190194
Intestatario: Beniamino Zuncheddu

Le parole della sorella Augusta

La sorella Augusta non l’ha mai abbandonato. Dice: “Per 33 anni abbiamo condiviso tutto. Non lo abbiamo mai lasciato solo. Lo Stato sì. Quando è uscito aveva una forza dentro. Adesso non c’è più. Troppe sofferenze, troppa cattiveria. Non chiediamo niente di speciale. Solo di poter vivere in pace e con dignità.”

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