
Il mondo agricolo del Sud Sardegna chiama la politica regionale alle sue responsabilità: anni di promesse non mantenute, ritardi strutturali e assenza di visione hanno messo in ginocchio l’agricoltura. Nell’assemblea organizzata da Coldiretti Cagliari all’ex Manifattura Tabacchi, agricoltori e allevatori hanno lanciato un messaggio inequivocabile alla giunta Todde e ai partiti che l’hanno preceduta: “Servono scelte nuove, coraggiose, subito. Non si va più avanti così.”
Pagamenti fermi, crisi della cerealicoltura, siccità senza risposte, danni da fauna fuori controllo: le imprese sono allo stremo. Il presidente Cualbu e il direttore Saba parlano apertamente di fallimento delle politiche agricole regionali, chiedendo riforme vere, meno burocrazia, assistenza tecnica reale e strumenti innovativi per affrontare le sfide future.
Il dato più allarmante è demografico: il 50% degli agricoltori ha più di 55 anni. Senza un’inversione di rotta, interi territori interni sono destinati allo spopolamento e all’abbandono. E mentre la Sardegna resta ferma, “le altre regioni corrono”.


