
Ottant’anni dopo la Liberazione, il capoluogo sardo ha celebrato il 25 aprile con un corteo che ha unito raccoglimento e partecipazione. Oltre 5.000 persone hanno sfilato da piazza Garibaldi a piazza del Carmine, attraversando via Sonnino e fermandosi nei luoghi simbolici della memoria: il Monumento ai Caduti, piazza Gramsci, e la casa di Emilio Lussu. A causa dei cantieri in via Roma, il corteo ha deviato su viale Regina Margherita, senza perdere la sua forza simbolica.
La cerimonia ufficiale si è svolta al Parco delle Rimembranze, dove l’Inno di Mameli e il “Silenzio” sono stati suonati da un trombettiere, in rispetto del lutto nazionale per la morte di Papa Francesco. Presenti le principali autorità cittadine e regionali, tra cui il sindaco Massimo Zedda, che ha ricordato: “Il 25 aprile è un monito per il presente e il futuro. Non dobbiamo mai dare per scontato il valore universale della libertà.”
Accanto al cerimoniale, la piazza di Cagliari ha dato spazio a una protesta politica viva e internazionale.
Tra bandiere italiane e canti partigiani come “Bella Ciao,” si sono levati slogan a sostegno della Palestina e contro ogni forma di guerra, repressione e genocidio.
“Palestina libera” è stato uno dei cori più ripetuti, mentre numerosi striscioni chiedevano giustizia per i popoli oppressi.
Uno dei cartelli più fotografati recitava: “Sobrietà anche a Predappio,” ironizzando sull’invito del governo a cerimonie contenute e criticando, indirettamente, le commemorazioni neofasciste.
Il corteo ha dimostrato come, per molti partecipanti, il 25 aprile “sia ancora un’occasione per legare la memoria della Resistenza alle sfide del presente”. Il sindaco Zedda ha sottolineato pubblicamente questo legame: “La buona politica deve essere portatrice di pace, in Ucraina, in Palestina, in ogni luogo dove si combatte.”
Non solo Cagliari: il 25 aprile ha coinvolto anche le altre principali città sarde. A Sassari si è svolta una cerimonia pubblica in piazza del Comune e a Palazzo Ducale, mentre ad Alghero un corteo è partito da piazza Porta Terra.
A Nuoro l’appuntamento si è tenuto al Sacrario Militare del cimitero comunale, alla presenza della governatrice Alessandra Todde, che ha riaffermato i valori antifascisti della Repubblica. A Oristano la commemorazione si è svolta al Parco della Resistenza, con omaggi ai partigiani locali. Nonostante il clima di sobrietà imposto dal lutto nazionale, la Sardegna ha scelto di non rinunciare al 25 aprile, ribadendo il legame tra passato e presente.
Come ha ricordato Antonello Murgia dell’ANPI: “Anche Papa Francesco avrebbe voluto che questa giornata si celebrasse. La memoria non si spegne, neanche nel dolore.”


