Cagliari, quanto mi costi. La dura vita degli universitari nel capoluogo sardo

Foto tratta dalla pagina Facebook dell'università
Foto tratta dalla pagina Facebook dell’università

L’Università di Cagliari accoglie ogni anno 25 mila studenti, molti dei quali fuori sede, che si trovano ad affrontare una città ricca di opportunità ma anche di ostacoli. Se da un lato il capoluogo sardo offre un’esperienza formativa stimolante, dall’altro emergono difficoltà legate al costo della vita, agli affitti elevati e a un sistema di trasporto pubblico spesso inadeguato.

I prezzi improponibili

Uno dei problemi più sentiti riguarda il caro affitti. Il costo della vita per gli studenti fuori sede può essere particolarmente oneroso, soprattutto per chi proviene da realtà in cui le spese sono molto più contenute. Gli affitti, in particolare, raggiungono cifre elevate, specialmente nelle zone centrali o in appartamenti dotati di servizi aggiuntivi come il bagno privato, dove il prezzo di una singola stanza può superare i 600 euro al mese.

L’Ersu interviene con borse di studio che vanno dai 1500 agli 8000 euro annui, ma la tempistica dell’erogazione rappresenta una criticità. Il primo pagamento, pari al 30% della borsa, arriva solo a novembre, seguito da un secondo versamento del 20% a dicembre e dall’ultima rata a giugno. Questa situazione costringe molti studenti a dover anticipare le spese universitarie, inclusi gli affitti, senza un supporto immediato, creando difficoltà soprattutto nei primi mesi di studio.
Trovare un alloggio adeguato, inoltre, è un’impresa non da poco. Chi inizia la ricerca dopo giugno si ritrova spesso di fronte a soluzioni di qualità discutibile, tra case in ristrutturazione, senza riscaldamento o con problemi di umidità e muffa. “In casa mia c’è la muffa, ho messo il deumidificatore e dopo un paio d’ore era già pieno d’acqua” racconta Chiara, una studentessa fuori sede. Aspetti come questi rendono complicata la vita in un appartamento per lunghi periodi, specialmente nei mesi invernali.

Spostarsi in città è un problema

La mobilità rappresenta un nodo critico per gli studenti. La città è servita dal CTM, l’azienda di trasporto pubblico che collega i vari quartieri e l’hinterland, e dalla metropolitana leggera, che però arriva solo fino a Monserrato, senza un collegamento diretto con il centro città o le sedi universitarie.
Le difficoltà principali riguardano l’affollamento degli autobus e la scarsità di corse nelle ore di punta.

Le zone periferiche come Pirri e Mulinu Becciu sono tra le più penalizzate, con collegamenti ridotti che costringono gli studenti a lunghi tragitti a piedi. Chi vive nell’hinterland, come Quartu, Selargius, Monserrato o Assemini, deve affrontare tempi di viaggio elevati, ulteriormente aggravati dal traffico e dalle frequenti chiusure stradali.

Tra le grinfie di Arst e Ctm

“Devo prendere il pullman dell’ARST, il viaggio dura un’ora e arrivo molto prima dell’inizio delle lezioni. Per tornare devo andare via almeno mezz’ora prima dalle lezioni dato che l’ultimo pullman dell’Arst è molto presto” spiega Medea, una studentessa pendolare.
Il costo dell’abbonamento mensile per studenti è di 26 euro, mentre quello annuale ammonta a 200 euro. Sebbene il prezzo sia in linea con quello di altre città italiane, alcuni studenti lo considerano comunque elevato rispetto alla qualità del servizio offerto. Per chi proviene da altre zone della Sardegna, inoltre, la spesa aumenta ulteriormente, poiché spesso è necessario acquistare anche l’abbonamento Arst, senza che vi sia una reale integrazione tra i due sistemi di trasporto.
A questa problematica si aggiunge la mancanza di compatibilità tra gli orari delle lezioni universitarie e quelli degli autobus extraurbani. Molti studenti pendolari sono costretti ad abbandonare le lezioni con largo anticipo per poter prendere l’ultimo mezzo disponibile della giornata.

Le soluzioni possibili

Negli anni, gli studenti e le associazioni universitarie hanno avanzato diverse proposte per migliorare la mobilità cittadina. Tra le soluzioni più richieste ci sono: l’aumento delle corse nelle ore di punta e in fascia serale, il miglioramento dei collegamenti tra i quartieri universitari e l’integrazione tra autobus e metropolitana per ridurre i tempi di percorrenza.
Un’altra richiesta riguarda la riduzione del costo degli abbonamenti o la possibilità di un biglietto unico che consenta di utilizzare più mezzi con un’unica tariffa. Un sistema di trasporto pubblico efficiente e accessibile può fare la differenza nella vita degli studenti universitari. Ascoltare le loro esigenze e adottare interventi mirati potrebbe rendere Cagliari una città ancora più accogliente e funzionale per chi sceglie di studiare qui.

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