Cinquantaquattro anni fa la strage alle Olimpiadi di Monaco

L’irruzione di Settembre Nero. Undici membri della squadra israeliana persero la vita
Uno dei terroristi di Settembre Nero

I Giochi Olimpici si trasformarono in una tragedia seguita in diretta televisiva da tutto il mondo. Il 5 settembre 1972, otto terroristi appartenenti all’organizzazione palestinese Settembre Nero entrarono nel Villaggio olimpico e raggiunsero gli alloggi della delegazione israeliana. L’azione cominciò nelle prime ore del mattino. Due componenti della squadra di Israele, l’allenatore di lotta Moshe Weinberg e il sollevatore di pesi Yossef Romano, furono uccisi mentre cercavano di opporsi agli assalitori. Altri nove tra atleti e tecnici vennero presi in ostaggio. Il commando chiese la liberazione di oltre duecento detenuti palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane. Iniziarono così lunghe e difficili trattative, mentre le immagini di uno degli uomini armati, con il volto coperto da un passamontagna, affacciato al balcone dell’edificio, facevano il giro del pianeta. Dopo numerosi rinvii dell’ultimatum, le autorità della Germania Ovest accettarono apparentemente la richiesta di mettere a disposizione degli assalitori un aereo. Terroristi e ostaggi furono trasferiti con due elicotteri nella base aerea militare di Fürstenfeldbruck, dove la polizia tedesca aveva preparato un tentativo di liberazione.

Il tentativo di liberazione fallito

L’operazione, però, si trasformò in un disastro. La risposta delle forze di sicurezza risultò impreparata e male organizzata. Nel conflitto a fuoco morirono tutti i nove ostaggi israeliani, un agente della polizia tedesca e cinque terroristi. Gli altri tre componenti del commando furono arrestati. Il bilancio complessivo fu di undici vittime all’interno della delegazione israeliana. La strage di Monaco segnò per sempre la storia delle Olimpiadi e mostrò al mondo la vulnerabilità delle grandi manifestazioni internazionali di fronte al terrorismo. Fu anche uno dei primi attentati trasmessi praticamente in diretta televisiva su scala globale, trasformando centinaia di milioni di spettatori in testimoni della crisi. I Giochi vennero sospesi e il 6 settembre si svolse una cerimonia commemorativa nello stadio olimpico. Le competizioni ripresero successivamente, tra polemiche e interrogativi destinati a durare nel tempo. Da quel momento cambiarono radicalmente anche le misure di sicurezza adottate durante gli eventi sportivi.

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