

La possibilità di chiedere i conguagli non esonera Abbanoa dal dimostrare che le somme siano state calcolate correttamente. È il punto centrale dell’ordinanza della Cassazione sui recuperi tariffari relativi al periodo 2005-2011, al centro da anni del confronto tra il gestore idrico e le associazioni dei consumatori. Il procedimento riguarda un utente che aveva contestato una bolletta di circa 370 euro. Con l’ordinanza depositata il 17 ottobre, la Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso di Abbanoa e disposto un nuovo esame della controversia. La decisione non esclude il diritto del gestore a recuperare importi pregressi, ma richiede che le richieste rispettino criteri e limiti del Metodo tariffario normalizzato applicabile all’epoca. La sola delibera dell’Ente d’ambito, dunque, non basta a provare che il singolo credito sia dovuto: spetta al gestore documentarne i presupposti e il calcolo.
Adiconsum Sardegna vede nell’ordinanza una conferma delle proprie contestazioni. Per il presidente Giorgio Vargiu, ogni richiesta ai cittadini deve essere sostenuta da documenti che consentano di verificarne la correttezza, senza trasferire sulle famiglie il compito di dimostrarne l’infondatezza. L’associazione richiama anche il distinto giudizio sull’azione di classe alla quale hanno aderito circa 12 mila utenti: secondo quanto riferisce Adiconsum, nel dicembre 2025 il Tribunale di Cagliari ha escluso la debenza dei conguagli contestati dagli aderenti e disposto la restituzione delle somme già versate, sulla base degli accertamenti compiuti in quella causa. Abbanoa sottolinea invece che la Cassazione ha confermato la legittimità dei conguagli regolatori, lasciando al giudice del rinvio la verifica dei calcoli relativi alla bolletta contestata. L’ordinanza, quindi, non chiude in modo generale la disputa sui conguagli: distingue la possibilità di richiederli dalla necessità di provare la correttezza degli importi addebitati.